Il dibattito sulla nuova passerella sul Roya entra ufficialmente anche nel terreno politico. Dopo le dichiarazioni della Lega e del consigliere regionale Armando Biasi sul presunto successo della raccolta firme a sostegno dell'opera, arriva la dura replica del Comitato InVentimiglia, guidato da Mariano Schiavolini. Nel comunicato diffuso dal Comitato si sottolinea come fino ad oggi si fosse scelto di non trasformare la vicenda in uno scontro politico, ritenendo che il tema riguardasse soprattutto la sicurezza della città, la corretta pianificazione delle opere pubbliche e il rispetto delle procedure di legge.
Il Comitato critica la scelta della Lega di promuovere una raccolta firme mentre la questione è ancora all'esame del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, sostenendo che "una raccolta firme organizzata da un singolo partito rappresenta esclusivamente una posizione di parte e non può essere considerata la volontà dell'intera città". Nel mirino anche l'entusiasmo espresso dal Carroccio per il risultato dell'iniziativa. Il Comitato evidenzia come alcune centinaia di firme in una città di oltre 24 mila abitanti non possano essere considerate un dato rappresentativo, ricordando invece di poter contare sul sostegno di oltre mille cittadini raccolto senza strutture di partito.
"Nessuno è contrario alla passerella. Nemmeno noi", ribadisce Schiavolini, che accusa la Lega di aver posto ai cittadini una domanda riduttiva. Secondo il Comitato il vero confronto dovrebbe riguardare un progetto complessivo di messa in sicurezza del territorio. La proposta alternativa comprende infatti la realizzazione di una nuova passerella più moderna e meno invasiva, collegata alla passeggiata a mare e alla pista ciclabile, insieme alla messa in sicurezza del tratto finale del Roya, alla creazione di un bacino di laminazione, all'installazione di una barriera mobile contro mareggiate e alte maree e alla costruzione di una seconda passerella ciclopedonale a Roverino.
"I cittadini di Ventimiglia non devono scegliere semplicemente una passerella, ma il futuro della loro città", conclude Schiavolini, contrapponendo alla realizzazione di un'opera singola una strategia urbanistica e di sicurezza idraulica pensata, nelle intenzioni del Comitato, per i prossimi cinquant'anni.














