"Desidero intervenire brevemente sulla querelle relativa ai fuochi artificiali notturni e, più in generale, sul tema della vivibilità del centro cittadino. Alla signora che, pur rimanendo anonima, rimprovera quanti scelgono di abitare in centro e chiedono semplicemente di poter godere di un po' di quiete nelle ore notturne, vorrei far presente che molte di quelle abitazioni sono state acquistate a caro prezzo e rappresentano il luogo in cui le persone vivono e riposano. Rivendicare il diritto alla tranquillità non significa essere ostili alle manifestazioni o alla socialità, ma chiedere il rispetto di un equilibrio ragionevole tra esigenze diverse".
Sono le parole del nostro lettore, Gianni Calvi, che interviene sul 'caso' dei fuochi di sabato notte. "La musica - prosegue - quando organizzata nel rispetto delle regole e degli orari, costituisce un elemento di animazione e di vitalità per una città. Diverso è il caso di schiamazzi e comportamenti che degenerano nel mero disturbo della quiete pubblica. Per quanto riguarda i fuochi artificiali, qualora fossero stati effettuati in assenza delle necessarie autorizzazioni, auspico che chi è preposto ai controlli voglia verificare i fatti e applicare quanto previsto dall'articolo 703 del Codice Penale, a tutela della sicurezza e del rispetto delle norme. Il confronto tra opinioni differenti è sempre legittimo e utile, purché non venga meno il principio della reciproca considerazione. Una città viva può e deve saper coniugare iniziative e divertimento con il diritto dei residenti al riposo".














