/ Attualità

Attualità | 08 giugno 2026, 11:26

Sanità ligure, gruppo di cultura Fos contro l’accentramento: “No a un distretto unico da 210mila abitanti nell’Imperiese”

Il gruppo matuziano critica la riforma sociosanitaria regionale

Sanità ligure, gruppo di cultura Fos contro l’accentramento: “No a un distretto unico da 210mila abitanti nell’Imperiese”

La riorganizzazione della sanità e del sistema sociosanitario ligure continua a far discutere. Il Gruppo di Cultura Politica della Federazione Operaia Sanremese (FOS) interviene duramente contro il percorso intrapreso dalla Regione Liguria, accusando il presidente Marco Bucci di proseguire sulla strada dell’accentramento delle funzioni sanitarie e sociosanitarie. Secondo il gruppo, dopo la cancellazione delle cinque Aziende Sanitarie Locali, l’accentramento del servizio 118 a Genova e il ridimensionamento della Breast Unit dell’ospedale di Sanremo, il nuovo passaggio sarebbe rappresentato dall’accorpamento dei tre Distretti sociosanitari dell’ASL1 Imperiese in un unico Distretto.

Alla base delle preoccupazioni vi sarebbe la Legge regionale n. 18 del 18 dicembre 2025, che ha concentrato la governance del sistema sanitario e sociosanitario ligure in un’unica ASL con sede a Genova. Una scelta che, secondo il gruppo sanremese, avrebbe aperto la strada alla trasformazione delle ex Aziende Sanitarie Locali in Aree Salute Liguria, prive di personalità giuridica e guidate da coordinatori. La bozza del Piano Sociosanitario Integrato Regionale Liguria 2026-2030, datata 18 maggio 2026, prevede infatti una profonda revisione della geografia dei distretti. Nel caso dell’ASL1 Imperiese, che conta circa 210 mila abitanti, si passerebbe dagli attuali tre distretti a uno soltanto. Analoga situazione è prevista per l’ASL5 Spezzina, mentre nell’ASL2 Savonese i distretti passerebbero da quattro a due.

Per il gruppo questa impostazione rischia di creare evidenti disparità territoriali, penalizzando soprattutto le aree più periferiche e di confine della provincia di Imperia. A sostegno delle proprie critiche, richiama anche le osservazioni formulate nelle scorse settimane dal vicesindaco e assessore alle Politiche sociali di Sanremo, Fulvio Fellegara, che aveva denunciato la mancanza di confronto con i Comuni e richiamato il contenuto del Decreto Ministeriale 77 del 23 maggio 2022. Il decreto stabilisce infatti che il distretto debba essere “una realtà di circa 100 mila abitanti, con variabilità secondo criteri di densità di popolazione e caratteristiche orografiche del territorio”. Un principio che, secondo la Federazione Operaia Sanremese, non sarebbe rispettato dall’ipotesi di un unico distretto da circa 210 mila abitanti.

Pur dichiarandosi favorevole a una revisione dell’assetto territoriale della sanità ligure, il gruppo di cultura ribadisce che ogni riforma debba avvenire nel rispetto delle norme nazionali e attraverso un confronto reale con amministrazioni locali e cittadini. Il gruppo ricorda inoltre di aver proposto in passato una diversa riorganizzazione, fondata sulla creazione di tre grandi ASL territoriali – Ponente, Centro Liguria e Levante – dotate di piena personalità giuridica. Tre le proposte avanzate dalla Federazione Operaia Sanremese: il rispetto dei criteri fissati dal DM 77/2022; un maggiore sostegno regionale ai piccoli Comuni dell’entroterra affinché possano associarsi o unificarsi, rafforzando il proprio peso istituzionale; e la previsione che eventuali modifiche ai confini dei distretti dell’ASL1 possano avvenire soltanto con il consenso della maggioranza della popolazione rappresentata dai sindaci del territorio.

Nelle conclusioni del documento, la FOS giudica insufficienti le prese di posizione dei consiglieri regionali eletti nel territorio imperiese, ritenendo che abbiano espresso soltanto auspici senza formulare proposte concrete. Viene inoltre ricordato che, durante l’assemblea di ANCI Liguria del 29 maggio scorso, i sindaci hanno chiesto più tempo per approfondire la riforma, ottenendo il rinvio della Conferenza dei Sindaci ATS Liguria. Nel frattempo, i Comuni di Sanremo e Ventimiglia hanno espresso apertamente la loro contrarietà all’ipotesi di accorpamento, mentre da Imperia non sarebbero arrivate prese di posizione pubbliche.

L’appello finale è rivolto ai consiglieri regionali e ai sindaci del territorio affinché utilizzino il proprio peso politico e amministrativo per scongiurare la nascita di quello che il gruppo definisce un “distretto sociosanitario monstre”, ritenuto potenzialmente dannoso per i piccoli Comuni e per le aree montane, che rischierebbero di vedere ulteriormente ridotta la propria rappresentanza e capacità di incidere sulle scelte future.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium