A poche ore dalla precedente riflessione sulla perdita della bellezza urbana, Leonardo Kogliodima torna a scrivere al Direttore per segnalare una situazione che definisce emblematica dello stato della città. Questa mattina, transitando in Via Corradi, con vista su Via Pastrengo e successivamente su Via Bezzecca, il cittadino si è trovato davanti a quello che descrive come uno spettacolo di degrado tale da rendere «ogni parola superflua».
«Non c'è speranza in questa città ormai devastata dal di più e sempre di più, affogata nella volgarità di un turismo asfissiante», scrive Kogliodima, sostenendo che i benefici economici siano concentrati nelle mani di pochi mentre i costi ricadono soprattutto sui residenti. Al centro della sua riflessione vi è il tema della bellezza urbana, già affrontato nella precedente lettera. Una bellezza che, secondo l'autore, oggi sopravvive soltanto come ricordo. «La bellezza di cui parlavo ieri era forse soltanto un'illusione legata al passato», osserva, contrapponendola a una realtà attuale che definisce «squallida» e sempre più diffusa in diversi angoli della città.
Secondo Kogliodima, la bellezza non può esistere senza rispetto, cura e attenzione. È un patrimonio che richiede tutela quotidiana, affinché continui a suscitare emozioni e senso di appartenenza. Al contrario, aggiunge, i cumuli di rifiuti – la "rumenta", come viene chiamata in Liguria – trasmettono un messaggio opposto e finiscono per rappresentare l'immagine dominante del presente. Particolarmente amara la conclusione della lettera, che richiama la vicinanza di Via Bezzecca e Via Pastrengo al Teatro Ariston, simbolo internazionale della città.
«Eppure Via Bezzecca e Via Pastrengo si trovano nelle immediate vicinanze del famoso Teatro Ariston, centro gravitazionale di un'intera città. Ma si vede che un'anomalia gravitazionale ne ha causato la fuga verso un buco nero, così nero che ora orbitano intorno alla rumenta». Una provocazione ironica ma severa che punta il dito contro il degrado percepito e l'assenza di decoro in una delle zone più rappresentative di Sanremo, sollevando ancora una volta il tema del rapporto tra sviluppo turistico, qualità della vita e tutela dell'identità cittadina.

















