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Attualità | 03 giugno 2026, 07:05

La vecchia canna del Tenda per le bici e il turismo? Gli ambientalisti a Rixi: "Lo chiediamo da sempre"

Nei giorni scorsi il viceministro alle Infrastrutture, in una nota, ha rilanciato questa possibilità per il vecchio traforo, accolta di buon grado da Legambiente e Pro Natura

La vecchia canna del Tenda per le bici e il turismo? Gli ambientalisti a Rixi: "Lo chiediamo da sempre"

Legambiente e ProNatura hanno accolto di buon grado l'intervento del viceministro Edoardo Rixi sulla canna storica del Tenda. Lasciarla così e riconvertirla in un percorso dedicato alla mobilità dolce e ciclabile, valorizzando il territorio e creando allo stesso tempo un’infrastruttura di supporto e backup alla nuova galleria. La cosa è stata ovviamente accolta di buon grado da Legambiente e Pro Natura, associazioni ambientaliste. Anche perché, giova ricordarlo, durante la progettazione della nuova canna del tunnel, le associazioni stesse, tecnici locali e alcuni amministratori sollevarono il timore che lo scavo potesse intercettare falde e circuiti idrici sotterranei, modificando l’alimentazione di sorgenti e rii presenti sui due versanti alpini. 

Il tema era particolarmente delicato perché l’area del Tenda ricade in un contesto naturalistico di pregio, vicino al Parco Naturale delle Alpi Marittime e al Parc national du Mercantour. Gli studi di impatto ambientale predisposti per ANAS dedicarono una parte rilevante proprio al monitoraggio delle acque sotterranee e delle possibili interferenze con sorgenti e habitat acquatici.   Le contestazioni ambientaliste sull'opera hanno sempre insistito su questo e altri temi, a partire dall'incremento del traffico attraverso la valle.  Veniva contestata l’idea di investire centinaia di milioni sul traffico stradale invece di potenziare maggiormente la linea ferroviaria Ferrovia Ventimiglia-Cuneo, considerata una soluzione più sostenibile per il collegamento tra Piemonte, Liguria e Costa Azzurra. Nel frattempo sono passati anni e anni. La nuova canna c'è, si percorre a fasce orarie e a senso unico alternato, e si guarda alla vecchia, da rimettere a nuovo.  Ed è qui che è intervenuto Rixi. "Lasciamola così e destiniamola al turismo"

Cosa hanno risposto le associazioni?  "E’ esattamente quello che è sempre stato sostenuto dalle associazioni ambientaliste cuneesi, l’ultima volta nel 2019 con una lettera di Pro Natura Cuneo e Legambiente Cuneo al Presidente della Regione Piemonte, all’ANAS, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui si chiedeva di affrontare un progetto diverso rispetto a quello a doppia canna approvato. C’era tutto il tempo per farlo. Dopo sette anni di lavori si era scavato ben poco e ciò che era stato realizzato, doveva essere rifatto perché mal eseguito. Allora si chiedeva di allargare leggermente il tunnel in costruzione rispetto al progetto approvato, in modo da permettere il doppio senso di marcia, senza dover ristrutturare il vecchio, storico tunnel (con tutte le problematiche tecniche ed i costi economici), che, messo in sicurezza, si sarebbe potuto utilizzare per il transito ciclo-pedonale e per il soccorso. Non abbiamo mai avuto risposta alle nostre proposte. I lavori sono proseguiti secondo il progetto iniziale e così si è arrivati all’apertura a senso alternato, con semaforo, nel giugno 2025 dopo 12 anni di lavori, 5 anni di totale sospensione del traffico e circa 210 milioni di euro spesi. Ovvero si è tornati alla situazione di partenza! Ora, sostiene il viceministro, l’attuale tunnel, secondo il parere del Politecnico di Torino, potrebbe essere utilizzato nei due sensi di marcia, eliminando il passaggio alternato. Se le cose stanno così, ben venga il ripensamento e si conservi il vecchio tunnel per la mobilità dolce". 

 

Barbara Simonelli

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