Si compatta il fronte dei sindaci del Ponente ligure contro l'ipotesi di accorpamento dei distretti sociosanitari prevista nella bozza del nuovo Piano integrato sociosanitario regionale. Da Sanremo a Ventimiglia arriva un secco no a una riforma che ridurrebbe gli attuali tre distretti del territorio a un unico organismo comprendente Imperia, Sanremo e Ventimiglia.
L'Amministrazione comunale di Sanremo aveva già espresso forte contrarietà alla proposta. Il sindaco Alessandro Mager ha definito la riforma, se confermata nei termini anticipati dagli organi di informazione, «penalizzante per il territorio», sottolineando come il bacino sanremese, composto da 14 Comuni e circa 81 mila abitanti, necessiti di un rafforzamento dei servizi e non di un loro ridimensionamento. Secondo il primo cittadino, un unico distretto destinato a servire oltre 200 mila cittadini sarebbe poco funzionale, difficile da gestire e in contrasto con i principi che regolano l'assistenza territoriale.
Una posizione condivisa anche da Ventimiglia, che durante l'assemblea regionale di ANCI Liguria ha chiesto di sospendere il confronto sulla riforma. A intervenire è stato il sindaco Flavio Di Muro, che ha parlato anche a nome dei 17 sindaci dell'ex distretto Intemelio, esprimendo «perplessità e preoccupazione» per l'ipotesi di accorpamento con i distretti di Sanremo e Imperia.
Di Muro ha ricordato come i Comuni abbiano affrontato negli ultimi mesi un impegnativo percorso di riorganizzazione insieme a Regione e ANCI per definire il nuovo assetto territoriale, evidenziando l'inopportunità di modificare nuovamente il sistema a pochi mesi dalla sua entrata in vigore. Da qui la richiesta di aprire una fase di riflessione e confronto prima di procedere con cambiamenti così rilevanti.
All'assemblea era presente anche il vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara, intervenuto su delega del sindaco Mager. La convergenza delle posizioni dei sindaci del Ponente ha prodotto un primo risultato politico concreto: il rinvio della discussione sulla riforma per consentire ulteriori approfondimenti.
Per Sanremo la battaglia si inserisce in un più ampio impegno a difesa dei servizi sanitari del territorio. Nelle ultime settimane l'Amministrazione si è infatti mobilitata anche per il mantenimento della Breast Unit e del punto nascite, ribadendo la necessità di preservare e rafforzare i presìdi sanitari esistenti anziché procedere a nuove centralizzazioni.
Il messaggio che arriva dal Ponente è quindi chiaro: prima di qualsiasi riforma serve un confronto con i territori e con i sindaci, che chiedono alla Regione di rivedere un'impostazione considerata penalizzante per cittadini e servizi.














