L’Amministrazione comunale annuncia l’avvio di un importante progetto sperimentale di rigenerazione urbana e sociale denominato “I presidi positivi: le case di quartiere”: approvato ieri pomeriggio dalla Giunta, punta a trasformare le aree con maggiori criticità in centri vivi di aggregazione e servizi per la cittadinanza.
Il progetto nasce da un’attenta analisi del contesto di via Martiri della Libertà, zona percepita dai residenti come critica a causa del degrado urbano e della chiusura di numerose attività commerciali, e prevede l’avvio di una manifestazione di interesse per la ricerca di immobili detinati a soddisfare le esigenze della cittadinanza connesse alla presenza di spazi comunitari ed aggregativi in zone che, appunto, ne risultano sprovviste.
“L’obiettivo – dichiara l’assessore con delega ai centri storici e alle frazioni Enza Dedali - è attuare una strategia integrata per contrastare l’illegalità e il senso di insicurezza non solo tramite il monitoraggio ma anche restituendo gli spazi alla fruizione attiva dei cittadini. Continuiamo a lavorare per una città inclusiva e solidale, che non lasci indietro nessuno, come le persone anziane e i minori, con particolare attenzione alla fascia di età 3-10. Quest’iniziativa vuole partire proprio dalle zone periferiche che necessitano di nuovi stimoli sociali e culturali”.
Il Comune prevede l’apertura di tre differenti sedi dedicate che rispondano alle seguenti funzioni: spazio ricreativo e centro sociale anziani con caffetteria sociale, sale gioco, stanza della memoria e sala tv; spazio per giovani e famiglie con aula studio con Wi-Fi gratuito, biblioteca di quartiere e laboratori doposcuola; un polo di interscambio culturale a disposizione delle associazioni per l’alfabetizzazione e l’interscambio antropologico
I locali dovranno essere situati al piano terra con accesso diretto dal marciapiede, privi di barriere architettoniche e dotati di climatizzazione, nonché di ampie vetrate per garantire visibilità e interscambio con il quartiere.
Il Comune ha stabilito un limite di spesa massimo di 20.000 euro annui per le locazioni, con contratti previsti per una durata di almeno sei anni.

















