Un contribuente ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado contro una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria relativa a un debito di oltre 61mila euro, contestandone la legittimità sotto diversi profili. Al centro della vicenda vi è l’asserita violazione del diritto al contraddittorio, ritenuto elemento essenziale del procedimento amministrativo. Secondo quanto sostenuto nel ricorso, l’atto notificato intimerebbe il pagamento entro 30 giorni, senza però prevedere alcun termine intermedio per consentire al contribuente di presentare osservazioni o difese.
Nel testo, presentato dall'avvocato sanremese Alberto Pezzini, viene evidenziato come ciò contrasti con principi consolidati della giurisprudenza e con le norme dello Statuto del contribuente. In particolare viene richiamato il principio secondo cui l’amministrazione deve garantire una fase partecipativa prima dell’adozione di misure invasive come l’ipoteca. A sostegno della tesi difensiva viene citato un orientamento giurisprudenziale secondo cui “prima di iscrivere ipoteca l’amministrazione deve comunicare al contribuente l’intenzione di procedere, concedendo un termine per esercitare il diritto di difesa”. Termine che, nel caso specifico, non sarebbe stato indicato. Nel ricorso si sottolinea inoltre che al destinatario dell’atto sarebbe stata lasciata soltanto la scelta tra il pagamento e l’impugnazione entro 60 giorni, senza la possibilità di intervenire nella fase preliminare del procedimento.

















