Oggi a Taggia è stato ricordato il giorno della Liberazione dal nazifascismo con il consueto corteo partito dal sagrato del Santuario della Madonna Miracolosa dopo la funzione celebrata da don Filippo Pirondini. Il corteo, molto partecipato, ha attraversato il centro di Taggia per raggiungere Piazza IV Novembre dove si sono svolte le orazioni ufficiali tenute nell'ordine dal presidente della locale sezione ANPI Cermelli Silvio, dal Sindaco del Comune di Taggia architetto Mario Conio e dall'oratore ufficiale dott. Daniele La Corte (giornalista e scrittore). Da segnalare la presenza e l'intervento del Sindaco del Comune di Verbicaro, gemellato con Taggia. Hanno accompagnato il corteo le musiche eseguite dalla Banda Pasquale Anfossi diretta dal maestro Vitaliano Gallo e gli interventi sono stati intervallati dal coro Le Mille voci diretto dal maestro Angelo Cirimele.
Ecco il discorso:
Eccoci nuovamente al nostro Natale laico, il 25 Aprile. Possiamo a buon diritto definirlo Natale perché in questo giorno di 81 anni fa prese vita qualcosa di nuovo e di inedito per il nostro Paese e per tutti gli italiani. Prese vita quell'autentico senso di appartenenza a quella comunità che si può concretizzare nella parola di Patria, non quella calata dall'alto ma quella costruita e condivisa: la Patria di tutti la patria per tutti.
Ricordiamo che quest'anno è anche l'ottantesimo anniversario del referendum istituzionale attraverso il quale il popolo italiano venne chiamato a scegliere tra monarchia o repubblica e a eleggere l'Assemblea Costituente: tutto questo fu possibile solo ed esclusivamente grazie alla Lotta di Liberazione dal nazifascismo, combattuta per libera scelta e non per obbligo da uomini e donne senza distinzioni di classe sociale, di fede politica o religiosa; si unirono in quella lotta "...non per odio ma per dignità" cit. Piero Calamandrei.
Quei mesi di lotta, di sofferenze e di sangue (detto fuori di retorica) ci consentirono la libera elaborazione dei 139 articoli della nostra Costituzione, portatori di principi universali di giustizia e solidarietà, contrariamente a Germania e Giappone alle quali furono dettate o addirittura scritte dalle potenze vincitrici.
Proprio come avevano partecipato alla Lotta di Liberazione, le donne vennero chiamate per la prima volta dall'unità d'Italia, a decidere per il loro futuro nella elezione dell'Assemblea Costituente e con pieno diritto all'elettorato passivo e attivo: uscivano finalmente da quella subalternità alla quale erano state relegate soprattutto dal fascismo, concretizzando questo diritto nell'artico 3 primo Comma della Costituzione: diventano cittadine nel senso pieno del termine.
Ecco il motivo per il quale mi sento di dedicare a loro questo 25 Aprile, a quel mondo che, un grande leader del XX secolo e con con una definizione sublime chiamò: L'ALTRA META' DEL CIELO.
Oggi come allora, non ci possono essere spettatori e siccome la Storia siamo noi, domandiamoci cosa avremmo fatto e, soprattutto domandiamoci cosa stiamo facendo per essere protagonisti del nostro tempo.
Coloro che ricordiamo oggi hanno fatto la Storia: a noi l'onere di preservarla e restituirla ai nostri tempi difficili.






























