Serata di grande calcio e spettacolo al Teatro Ariston di Sanremo, dove l’energia del podcast Viva El Futbol è diventata show dal vivo con l’ultima tappa del “Viva El Tour”. Sul palco sono saliti Antonio Cassano, Lele Adani e Nicola Ventola, affiancati da due ospiti d’eccezione come Javier Zanetti e Daniele De Rossi. In platea presenti anche il sindaco Alessandro Mager e l’assessore Alessandro Sindoni, oltre a diversi rappresentanti dei settori giovanili delle squadre del territorio, che hanno riempito la casa del Festival. E un aspetto importante che ha fatto da fil rouge all'intera serata è stato proprio quello dei giovani, con le riflessioni prima su Zanetti legate agli anni di duro lavoro che lo hanno portato a ottenere numerosi successi e poi di De Rossi sul suo ruolo di allenatore, e come sia importante cercare e trovare il miglior modo di rapportarsi con loro, per aiutarli a crescere come giocatori e non solo.
Ad aprire la serata è stato però l'ingresso sul palco dei tre mattatori di serata, che hanno scelto proprio la città dei fiori per concludere il primo tour della loro esperienza come gruppo: "Siamo in un posto storico - ha esordito Adani - un teatro che tutti conoscono e noi qui portiamo il nostro modo di raccontare il calcio, che non fa prigionieri. Questa serata per me è unica, abbiamo degli ospiti stasera che sono nostri amici e che ci tengono a farci questo regalo, di essere qui anche solo mezz'ora. Un'avventura con tanta gente che ha dato un enorme contributo".
L’ingresso di Zanetti è stato accolto da un coro spontaneo del pubblico e l’ex capitano dell’Inter ha raccontato il legame profondo con il club nerazzurro, definito una vera famiglia nata oltre trent’anni fa grazie all’accoglienza ricevuta al suo arrivo in Italia. Il tema del rispetto oltre le rivalità è emerso quando Adani lo ha accostato a figure come Paolo Maldini e Alessandro Del Piero, con Zanetti che ha ricordato il rapporto costruito con loro dentro e fuori dal campo.
Tra i passaggi più applauditi, le parole su Lautaro Martínez, definito leader e simbolo del senso di appartenenza nerazzurro, e il racconto degli anni difficili dell’Inter che hanno insegnato all'ex capitano nerazzurro la resilienza necessaria per arrivare alle vittorie. Sollecitato da Cassano sulla passione per gli allenamenti, Zanetti ha richiamato la cultura del lavoro imparata da bambino e la determinazione mostrata dopo il grave infortunio del 2013. Non sono mancati aneddoti su Juan Román Riquelme, paragonato a Zinedine Zidane per la capacità di proteggere il pallone, e il ricordo emozionato di Diego Maradona, mito assoluto in Argentina prima dell’arrivo di Lionel Messi, ricordando anche i suoi idoli d’infanzia Ricardo Bochini e Lothar Matthäus.
L’arrivo di De Rossi ha aggiunto ulteriore entusiasmo: l’ex centrocampista ha spiegato di aver voluto partecipare proprio all’ultima tappa per il fascino dell’Ariston e per l’affetto del pubblico. Dopo i complimenti di Cassano per la salvezza ottenuta con il Genoa, De Rossi ha raccontato la sua curiosità e la voglia di capire il gioco già dai tempi da calciatore. Il focus si è spostato poi sul futuro del calcio italiano, con un messaggio chiaro: non bastano gli stadi, bisogna costruire calciatori e studiare ciò che fanno le altre federazioni per restare al vertice. Ricordando l’influenza di Fabio Capello, ha parlato del rapporto con i giovani calciatori che oggi allena, considerati “come figli”.
A chiudere la serata, il video riassuntivo del tour e le domande del pubblico, in un’atmosfera calda e partecipata che ha confermato ancora una volta la capacità di Sanremo di accogliere eventi diversi e trasformarli in spettacolo. Una notte in cui il calcio si è raccontato sul palco come fosse musica, perfettamente a casa nella città simbolo dello show italiano.































