La vicenda è uscita dal perimetro della polemica politica ed è entrata in una fase più ampia, dove atti formali, strategia difensiva e confronto istituzionale si intrecciano. L’interrogazione urgente presentata da Gabriele Cascino al termine degli otto punti all'Ordine del giorno del Consiglio comunale di Taggia di ieri sera segna infatti un passaggio ulteriore: non solo perché impone al sindaco Mario Conio una risposta scritta entro cinque giorni, ma perché sposta il confronto su un terreno più strutturato, destinato a produrre effetti anche sul piano politico.
Non è solo una richiesta di chiarimenti. È, nelle intenzioni dello stesso consigliere, uno strumento che si inserisce nella strategia difensiva legata all’indagine per diffamazione aggravata, ma che al tempo stesso si colloca in un quadro più ampio, nel quale il tema si intreccia anche con il rapporto tra incarico pubblico, attività professionale e legittimità della critica politica.
Lo chiarisce lo stesso Cascino, con parole che definiscono il senso dell’iniziativa: “Metto agli atti interrogazione urgente per chiedere al sindaco di conoscere se per le pratiche depositate come architetto negli uffici comunali di edilizia privata, abbia ricevuto, o meno, un legittimo compenso per la sua opera intellettuale. Il tutto per dimostrare di aver detto la verità nel comunicato stampa di cui mi si accusa di averlo diffamato”.
Il nodo tra politica e difesa. Il punto, quindi, è politico oltre che giuridico. L’interrogazione – formalmente scritta e urgente – non sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, ma obbliga il sindaco a una risposta ufficiale. Un passaggio che sottrae il confronto all’immediatezza dell’aula, ma lo rende più strutturato, fissandolo in un documento destinato a restare agli atti.
Nel testo depositato si legge: “Il 31 marzo mi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di diffamazione aggravata nei confronti del sindaco pro tempore del Comune di Taggia, architetto Mario Conio”.
E ancora: “Il capo di imputazione contesta al sottoscritto di aver, tramite un comunicato stampa, leso l’onore e la reputazione del sindaco, sostenendo che avrebbe svolto attività di architetto nel Comune di elezione, depositando un numero significativo di pratiche in violazione della legge […] e traendo beneficio da tale attività professionale”.
Da qui la linea difensiva rivendicata dal consigliere: “La condotta può ritenersi scriminata se la critica politica rispetta i presupposti dell’interesse pubblico alla notizia, della verità dei fatti e della continenza nella comunicazione”.
Tre parole chiave – interesse pubblico, verità, continenza – che diventano il perno dell’intera vicenda. Si tratta di elementi richiamati dal consigliere negli atti depositati e da leggere come parte della sua linea difensiva, non come accertamenti giudiziari.
La domanda di Cascino. È proprio sulla verità dei fatti che si concentra l’interrogazione. Cascino scrive: “La notizia ha un evidente fondamento di verità, come risulta dagli atti”. E aggiunge: “L’interesse pubblico della notizia appare evidente, anche in considerazione del numero di pratiche depositate e delle comunicazioni inviate tramite pec e mail”.
Sempre nello stesso documento si legge inoltre: “Le espressioni utilizzate nel comunicato stampa devono ritenersi continenti, non essendo state usate invettive o espressioni personali inutilmente umilianti, volgari o gravemente offensive”.
Il cuore dell’interrogazione è però un altro: “Ai fini difensivi è necessario interrogare il sindaco su questo aspetto”. Da qui la richiesta formale: “Si chiede che il sindaco comunichi se, per le pratiche allegate a partire dal 2017, abbia ricevuto compensi legittimi per l’attività professionale svolta come architetto”. Una domanda che, nelle intenzioni del consigliere, ha una valenza diretta nel procedimento penale, ma che inevitabilmente apre anche un fronte politico.
La replica del sindaco Conio. Alla ricostruzione del consigliere ha fatto seguito la presa di posizione del sindaco Mario Conio, che ha scelto di ridimensionare il caso e riportarlo entro un perimetro già affrontato. “Quanto riportato dal Consigliere Cascino è una vicenda trita e ritrita, già valutata nelle sedi opportune a suo tempo. Non credo quindi ci sia nulla da aggiungere. Ho appreso dalle sue parole che la querela sta facendo il suo corso”.
Il sindaco rivendica la scelta di ricorrere alle vie legali, spiegandone le motivazioni: “Rimango dell’opinione che il confronto politico, anche aspro, debba essere esercitato nelle sedi opportune, il Consiglio Comunale. In quell’occasione però decisi di intraprendere le vie legali mosso dal fatto che si erano toccati gli affetti a me più cari: mia madre, i cui documenti personali vennero inviati con superficialità ai giornali e pubblicati su media locali; e l’attività professionale del mio defunto padre, che nulla centrava in quella controversia”.
Nel passaggio finale, Conio ribadisce la volontà di non alimentare ulteriormente lo scontro: “Confermo che intendo utilizzare al meglio questa fase finale di mandato: concentrato a portare a compimento le importanti opere intraprese e convinto in ogni caso che anche con un’opposizione aspra ci debba essere un confronto costruttivo, volto all’ottenimento dell’interesse pubblico. Per tale ragione, non intendo sprecare ulteriori forze in questa vicenda, né in merito alla sopracitata querela. Tempo ed energie devono essere spese per la nostra comunità e non per aride beghe tra amministratori”.
















