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Eventi | 06 aprile 2026, 07:14

Sanremo Pride, sabato prossimo in piazza: “Fiori d’arancio per tutt*” contro discriminazioni e regressione dei diritti

A dieci anni dalle Unioni Civili, associazioni e cittadinanza chiedono matrimonio egualitario, tutele per le persone LGBTQIA+ e laicità dello Stato

A dieci anni dall’approvazione della legge sulle Unioni Civili, il movimento LGBTQIA+ torna in piazza l’11 aprile con il Sanremo Pride, denunciando un Paese fermo e un clima sempre più ostile ai diritti. Il comunicato diffuso dagli organizzatori parla di un “momento storico cruciale”, segnato da un’ondata conservatrice e da un aumento delle aggressioni omo-lesbo-bi-transfobiche spesso minimizzate. Secondo gli organizzatori, l’Italia si troverebbe oggi nello stesso punto del 2016, nonostante una società civile ritenuta pronta a un salto di qualità. “Abbiamo assistito a un paradosso crudele”, si legge nel testo, dove si denuncia una regressione istituzionale fatta di diritti negati e leggi mancate.

Un contesto internazionale e nazionale in peggioramento

Il documento inserisce la situazione italiana in un quadro globale più ampio, parlando di un “attacco coordinato” ai diritti LGBTQIA+. Dalla limitazione dei diritti riproduttivi negli Stati Uniti alla criminalizzazione dell’identità in diversi Paesi di Africa e Asia, fino alla repressione del dissenso in Oriente, il cosiddetto “backlash” viene descritto come un fenomeno diffuso. In Italia, le associazioni denunciano episodi concreti: minori cancellati dai certificati di nascita, leggi contro l’odio affossate e consultori pubblici trasformati in “avamposti ideologici”.

“Fiori d’arancio per tutt”: la richiesta di piena uguaglianza*

Al centro della manifestazione lo slogan *“Fiori d’arancio per tutt!”**, con cui si rivendica il matrimonio egualitario e la piena parità di diritti. L’Italia viene indicata come uno dei pochi Paesi europei a non riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Tra le richieste principali:

  • Riconoscimento legale di entrambi i genitori alla nascita
  • Adozione congiunta e accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA)
  • Superamento della stepchild adoption, definita “parziale e insufficiente”
Diritti transgender e non binari

Ampio spazio è dedicato alle rivendicazioni delle persone transgender e non binarie. Le associazioni chiedono:

  • Riconoscimento dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione
  • Introduzione obbligatoria della carriera alias in scuole, università e luoghi di lavoro
  • Accesso gratuito e non patologizzante ai percorsi di affermazione di genere

Particolare attenzione viene riservata ai minori, per cui si chiede tutela senza “pressioni normalizzanti”.

Laicità, sanità e diritti riproduttivi

Un altro punto centrale è la laicità dello Stato, con richieste precise:

  • Difesa della Legge 194 sul diritto all’aborto
  • Esclusione delle associazioni anti-scelta dai consultori pubblici
  • Maggiore formazione del personale sanitario sulle esigenze delle persone LGBTQIA+

Il comunicato denuncia anche iniziative considerate simbolo di “oscurantismo”, come la “campana dei bimbi non nati” citata nel testo.

Contro discriminazioni e violenze

Le associazioni chiedono con urgenza:

  • Una legge contro l’omolesbobitransfobia
  • Il bando delle terapie di conversione, definite “forme di tortura psicologica”
  • L’introduzione dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole
Il ruolo del Premio Queer

Il Sanremo Pride rivendica anche il valore politico del Premio Queer, assegnato durante il Festival. Non solo intrattenimento, ma “uno strumento fondamentale per tenere alta l’attenzione sui diritti” in una vetrina internazionale.

Arcigay Imperia termina con un triplice invito:

  • Alla cittadinanza, a partecipare alla manifestazione
  • Alle istituzioni, a colmare il vuoto legislativo
  • Ai media, a raccontare la comunità senza stereotipi

“Insieme, per un futuro di uguaglianza”, è il messaggio conclusivo firmato da Pierluca Viani, presidente MIA Arcigay Imperia, e Sonia Grasso, presidente Agedo Genova.

(Nella gallery le immagini del Pride 2025 a Sanremo)

Carlo Alessi

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