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Attualità | 01 aprile 2026, 12:22

Rivieracqua, piano interventi 2024-2029: 18,5 milioni nel 2024 e 16,9 nel 2025, ma resta un gap fino a 9,3 milioni

Sotto la lente dell’Assemblea dei sindaci a Villa Nobel lo stato di avanzamento dei lavori: criticità su depurazione e fognature. Dalla Provincia richiesta di interventi urgenti e 2,2 milioni per ridurre le perdite

Rivieracqua, piano interventi 2024-2029: 18,5 milioni nel 2024 e 16,9 nel 2025, ma resta un gap fino a 9,3 milioni

Un sistema che prova a recuperare terreno, ma che continua a fare i conti con ritardi significativi e criticità strutturali. È questo il quadro emerso durante l’Assemblea dei sindaci riunita martedì sera a Villa Nobel, dove è stato illustrato lo stato di avanzamento del Piano degli interventi di Rivieracqua 2024-2029.

Il piano, aggiornato con decreto del Commissario del 3 luglio 2024 nell’ambito dell’EGATO Ovest Imperiese, nasce con un obiettivo preciso: coniugare sostenibilità economico-finanziaria e ambientale, intervenendo in particolare sulla riduzione delle dispersioni idriche, con attenzione all’adduttrice principale del Roja, uno dei punti più critici dell’intero sistema.

I numeri fotografano una situazione complessa. Nel 2024 sono stati realizzati interventi per 18,5 milioni di euro, mentre nel 2025 si è arrivati a 16,9 milioni. Tuttavia, rispetto alle previsioni iniziali, resta un divario importante: il gap è di circa -5,8 milioni nel 2024 e arriva a -9,3 milioni nel 2025. Proprio questi scostamenti hanno portato l’Ente di governo d’ambito a contestare al gestore la mancata esecuzione completa delle opere previste.

Allo stesso tempo, emergono segnali di recupero. Dopo le sollecitazioni dell’EGA, i lavori sono stati intensificati, permettendo di recuperare circa 6 milioni di euro di interventi già avviati o completati. Un dato che evidenzia un cambio di passo, pur in un quadro ancora fragile.

Ancora più delicato è il fronte delle criticità. Nel corso del 2025 sono state segnalate carenze strutturali e impiantistiche nei depuratori e nella rete fognaria, con problemi diffusi su tutto il territorio provinciale, da Andora a Ventimiglia, passando per Imperia, Sanremo, Taggia e Bordighera. Una situazione definita tale da rendere “improcrastinabile un intervento emergenziale”.

Per questo motivo, la Provincia ha ritenuto necessario intervenire con decisione, chiedendo una revisione del piano e individuando interventi classificati come “di alta e altissima priorità”, in particolare su depuratori, stazioni di sollevamento e tubazioni fognarie, per affrontare le criticità più urgenti.

Parallelamente, si è attivata una strategia per il reperimento di nuove risorse. Tra queste spiccano i 2,2 milioni di euro assegnati dalla Regione Liguria per il 2025, destinati alla riduzione delle perdite di rete, uno degli obiettivi principali del piano. È stata inoltre presentata una nuova richiesta di finanziamento per il 2026, attualmente in fase di istruttoria.

Sul fronte degli interventi strutturali di più ampio respiro, si guarda al progetto per il raddoppio della linea acquedottistica del Roja tra Sanremo e Imperia, per un valore di circa 52 milioni di euro, inserito nell’ambito del Piano Nazionale degli Interventi Infrastrutturali (PNISSI). A questo si affiancano ulteriori linee di finanziamento, tra cui il Decreto MASE 473/2025 e le opportunità legate al Trattato del Quirinale tra Italia e Francia, che coinvolge anche la gestione della risorsa idrica del Roja.

L’aggiornamento del Piano evidenzia inoltre un rafforzamento significativo degli investimenti a partire dal 2026. Le risorse destinate al settore acquedottistico superano i 21 milioni di euro, con un incremento netto rispetto alla programmazione precedente. Crescono anche gli stanziamenti per fognature (oltre +5,9 milioni) e depurazione (oltre +2,8 milioni), segno della volontà di recuperare il ritardo accumulato e intervenire in modo più incisivo sulle criticità.

Alla luce di questo quadro, l’aggiornamento del piano si è reso necessario non solo per colmare il gap degli anni 2024-2025, ma anche per adeguare la programmazione alle nuove esigenze del territorio e inserire interventi urgenti non previsti in origine.

Il passaggio in Assemblea dei sindaci ha quindi rappresentato un momento chiave di verifica e indirizzo politico-amministrativo. Se da un lato emergono segnali di ripresa negli investimenti e nella capacità operativa, dall’altro resta aperta la sfida più importante: trasformare le risorse disponibili in interventi concreti e tempestivi, in grado di rispondere alle esigenze di un territorio che continua a chiedere infrastrutture efficienti e servizi adeguati.

Andrea Musacchio

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