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Attualità | 16 marzo 2026, 07:25

Ospedaletti, il Consiglio comunale si schiera per il vero Made in Italy

Approvata all’unanimità una delibera per chiedere all’Europa nuove regole sull’origine dei prodotti alimentari

Ospedaletti, il Consiglio comunale si schiera per il vero Made in Italy

Il Consiglio comunale di Ospedaletti prende posizione sulla tutela del Made in Italy agroalimentare. Nella seduta dello scorso 12 febbraio l’aula ha approvato all’unanimità una delibera con cui si chiede una revisione delle norme europee che regolano l’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. L’iniziativa, portata in discussione su richiesta di Coldiretti, impegna il sindaco Daniele Cimiotti ad attivarsi attraverso l’ANCI affinché venga avviato un percorso istituzionale per modificare l’attuale normativa europea.

Il nodo dell’origine dei prodotti. Al centro del documento c’è il funzionamento dell’attuale codice doganale dell’Unione europea, che stabilisce l’origine di un prodotto in base al luogo in cui avviene l’ultima trasformazione sostanziale. Un meccanismo che, secondo quanto evidenziato nella delibera, nel settore agroalimentare rischia di generare confusione tra i consumatori. Prodotti realizzati con materie prime provenienti dall’estero possono infatti essere considerati originari di un Paese se lì subiscono l’ultima fase di lavorazione. Questo significa che alimenti con ingredienti non italiani possono essere commercializzati con richiami al Made in Italy semplicemente perché la fase finale della produzione è avvenuta nel nostro Paese.

Il caso simbolo del pomodoro. Tra gli esempi citati c’è quello del concentrato di pomodoro. In alcuni casi il triplo concentrato importato dall’estero viene lavorato in Italia per ottenere il doppio concentrato, operazione che consente al prodotto finale di essere associato all’origine italiana pur partendo da materie prime straniere. Una situazione che, secondo il Consiglio comunale, rischia di creare disorientamento nei consumatori e di penalizzare le produzioni agricole realmente italiane.

La richiesta: più trasparenza sull’origine. Per questo il Comune chiede che i prodotti agricoli e alimentari vengano esclusi dall’attuale sistema di attribuzione dell’origine doganale previsto dalla normativa europea. La proposta punta invece a rafforzare il principio della provenienza effettiva delle materie prime, in modo da garantire maggiore chiarezza sull’origine degli alimenti e una corretta informazione per i consumatori.

Il mandato al sindaco. Con il voto favorevole di tutti i dodici consiglieri presenti, il Consiglio comunale ha quindi dato mandato al sindaco Cimiotti di promuovere l’iniziativa nelle sedi istituzionali competenti. Il primo cittadino dovrà attivarsi attraverso l’ANCI affinché l’associazione dei Comuni italiani si faccia promotrice della richiesta presso le istituzioni europee, anche attraverso il Comitato europeo delle Regioni.

Parallelamente verrà avviato un confronto con i parlamentari europei eletti nel territorio per sensibilizzarli sull’importanza di una revisione delle norme, mentre alla Regione Liguria sarà chiesto di portare la questione all’interno della Conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è aprire un percorso che possa portare a una modifica della disciplina europea sull’origine dei prodotti agroalimentari, con l’intento di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire ai consumatori informazioni più chiare sulla provenienza degli alimenti.

Andrea Musacchio

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