Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino interviene nel dibattito seguito all’approvazione del disegno di legge contro l’antisemitismo, replicando alle dichiarazioni del senatore Francesco Boccia e difendendo l’impianto del provvedimento votato in Parlamento. In una nota, Berrino afferma di leggere “con stupore le dichiarazioni del senatore Boccia” e sostiene che il percorso della legge sia stato chiaro e lineare, con la maggioranza impegnata a costruire un testo coerente con gli standard internazionali.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “la realtà è molto più semplice: il disegno di legge contro l’antisemitismo è stato approvato e la maggioranza ha sempre lavorato per un testo serio, equilibrato e coerente con gli standard internazionali”. Berrino respinge inoltre l’idea che la mancata unanimità sul provvedimento sia responsabilità della maggioranza: “Se non c’è stato un voto unanime, non è certo per chi ha portato il provvedimento in Aula, ma per chi ha scelto di non sostenerlo”.
Nel merito, il senatore sottolinea che il testo non limita la libertà di critica verso il governo israeliano, che resta pienamente tutelata. Tuttavia, aggiunge, la legge introduce un principio preciso: “quando si scivola nella demonizzazione identitaria o nella negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele come espressione del popolo ebraico, non siamo più nel terreno della critica politica, bensì in quello dell’antisemitismo”. Per Berrino un consenso più ampio sarebbe stato possibile, ma sarebbe bastato sostenere il provvedimento: “Il voto largo era possibile: bastava dire sì a un testo che non toglie nulla a nessuno e rafforza la tutela della comunità ebraica italiana”.
Da qui la critica all’astensione del Partito democratico, definita dal senatore “una scelta politica”: “Oggi non si può attribuire alla maggioranza una mancata unanimità che altri non hanno voluto costruire”, conclude Berrino, aggiungendo che “su un tema così delicato servirebbe meno polemica e più chiarezza. La lotta all’antisemitismo non può diventare terreno di ambiguità ideologiche”.














