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Politica | 04 marzo 2026, 16:28

Sanità, il Partito Democratico in Regione attacca la Giunta Bucci: “Sulla mobilità solo propaganda, non risultati”

Ioculano e Piccardo: "260 mila euro su un saldo negativo da 74 milioni non cambiano nulla. Servono investimenti e programmazione”

Sanità, il Partito Democratico in Regione attacca la Giunta Bucci: “Sulla mobilità solo propaganda, non risultati”

La riduzione della mobilità sanitaria passiva annunciata dalla Giunta regionale ligure è “un dato irrilevante, spacciato per successo politico”. È quanto denunciano i consiglieri regionali del Partito Democratico Enrico Ioculano e Katia Piccardo, che contestano duramente la narrazione della Giunta guidata da Marco Bucci. Secondo i due esponenti dem, 260 mila euro di riduzione a fronte di una mobilità sanitaria passiva che vale complessivamente 231 milioni, con 157 milioni di crediti e un saldo negativo di 74 milioni, rappresentano appena lo 0,35%: “Un’oscillazione fisiologica, non certo un’inversione di tendenza”.

Ioculano e Piccardo sottolineano come quella cifra equivalga “a 2-3 medici ospedalieri per un anno o a poco più di 200 turni di medicina gettonista”, o ancora “al costo di una singola apparecchiatura diagnostica di fascia alta”. Numeri che, a loro giudizio, non incidono in modo significativo sui conti regionali. Altro punto critico è la tipologia delle prestazioni: “Il grosso della mobilità passiva riguarda interventi di media complessità, segno dell’incapacità della Regione di garantire risposte adeguate sul territorio”. A questo si aggiunge la riduzione, in alcune Asl, delle risorse aggiuntive per abbattere le liste d’attesa nel 2026 rispetto al 2025. “Restiamo l’unica Regione del Nord con saldo negativo sulla mobilità sanitaria”, ricordano i consiglieri, parlando di “vere e proprie emorragie di pazienti e professionisti”

Come membri della Commissione Sanità Regione Liguria, Enrico Ioculano e Katia Piccardo annunciano infine un’iniziativa istituzionale: “Chiederemo conto del Piano regionale per ridurre le fughe sanitarie. Senza investimenti e programmazione, non c’è nulla da festeggiare”.

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