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Eventi | 28 febbraio 2026, 18:25

Premio Queer Sanremo 2026: Ditonellapiaga vince e il Festival torna spazio politico di visibilità e inclusione

Dalla canzone “Che Fastidio!” alle menzioni speciali: la classifica e le motivazioni del Premio promosso da MIA Arcigay Imperia e Agedo Genova.

Premio Queer Sanremo 2026: Ditonellapiaga vince e il Festival torna spazio politico di visibilità e inclusione

Nasce per dare riconoscimento a chi, attraverso musica e visibilità pubblica, costruisce spazi più liberi e rispettosi: il Premio Queer Sanremo, ideato da MIA Arcigay Imperia e Agedo Genova, ha annunciato oggi la classifica dell’edizione 2026, frutto del lavoro di una Giuria d’eccellenza composta da 39 membri provenienti da ambiti diversi della società civile e della comunicazione. A conquistare il Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it è Ditonellapiaga, premiata per la capacità di trasformare vulnerabilità e disagio in linguaggio pop senza perdere forza politica. Al centro del riconoscimento la canzone Che Fastidio!, definita dalla giuria un racconto capace di tenere insieme ironia, corpo e memoria collettiva.

Secondo la giuria, «c’è una forma di politica precisa in chi non separa l’indignazione quotidiana dalla vulnerabilità strutturale, e non chiede alle vittime di essere solenni per essere credute». Un approccio che ha reso Ditonellapiaga la prima classificata, davanti alle Bambole di Pezza (secondo posto) e a Levante insieme a Malika Ayane (terzo posto). Tra le menzioni speciali, spicca quella per la Canzone Queer, ancora a Ditonellapiaga, perché «abita lo spazio fragile tra identità e libertà, rendendo le differenze quotidiane».
La Menzione Icona Futura va ad Angelica Bove e Niccolò Filippucci, celebrati per aver portato sul palco dell’Ariston una fragilità non addomesticata, «mostrandosi incompiuti in un contesto che premia chi sembra già definito».

Il Messaggio Queer viene assegnato a Levante e Gaia per il bacio sul palco durante l’esibizione di I Maschi di Gianna Nannini: «Non era un bacio di scena, ma la conclusione logica di una canzone che parla di desiderio senza chiedere permesso». La Menzione Parità di Genere va a Carolina Bubbico e alle Bambole di Pezza, per aver scardinato stereotipi linguistici e musicali, mentre la Menzione Storia LGBTQIA+ viene assegnata a Michele Bravi per aver ricordato Umberto Bindi, «restituendo visibilità a chi la pagò carissima». La Menzione Intersezionale premia Sayf, riconosciuto per una poetica che intreccia identità, provenienze e linguaggi, dimostrando che «nominare la complessità senza semplificarla è già un atto politico».

Non manca infine la Menzione Scivolone Queer, assegnata alla RAI, come invito a una riflessione sul ruolo del servizio pubblico. «Chiediamo alla Rai di essere non solo lo specchio di un Paese che cambia, ma uno spazio dove ogni identità possa sentirsi rappresentata con dignità», conclude il comunicato. Il Premio Queer Sanremo 2026 conferma così il suo obiettivo: usare la cultura popolare come strumento di dialogo, visibilità e trasformazione sociale.

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