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Attualità | 17 gennaio 2026, 07:14

Un gioiello botanico a Sanremo: la palma dalle foglie rosse dalle foreste del Pacifico a Villa Ormond

Il giardino di Villa Ormond è sempre generoso di sorprese per gli appassionati di piante e non finisce mai di stupire

In questi giorni, in pieno gennaio, passeggiando tra i viali del parco possiamo osservare una vera e propria chicca botanica: Chambeyronia macrocarpa (Brongn.) Vieill. ex Becc. (1920), meglio conosciuta come flame thrower palm o “palma dalla foglia rossa”. Si tratta di una palma endemica della Nuova Caledonia, che non passa certo inosservata per la sua inconsueta giovane foglia carminio. La specie è originaria delle foreste calde e umide dell’isola del Mar dei Coralli, nel Pacifico meridionale, dove vive all’ombra dei grandi alberi tropicali.

A Sanremo è giunta in occasione della II edizione della prestigiosa Biennale delle Palme Dies Palmarum, donata al giardino dallo scrittore e botanico francese Daniel Jacquemin. La giovane piantina, dopo un viaggio dall'altro capo del mondo di oltre 20.000 km, era giunta con un gruppo di sorelle a Hyères e da lì Daniel l’aveva portata a Sanremo. Da quei giorni sono passati quasi 25 anni e la palma è cresciuta, anche se lentamente, in tutta la sua bellezza. Ha un portamento armonioso ed elegante: il tronco è eretto ed esile, cilindrico, piacevolmente liscio al tatto, di colore verde scuro e contraddistinto in modo regolare dagli anelli lasciati ogni anno dall’attaccatura delle foglie cadute. Un calendario vivente che racconta tutta l’attività vegetativa, le foglie prodotte e le meravigliose fioriture emesse. Le sue foglie sono pennate, composte da foglioline piuttosto larghe e carnose, di un bel colore verde intenso, che assumono un piacevole tono rosso, arancio o bronzo nei primi giorni dopo l’apertura. La base fogliare avvolge completamente il fusto per circa un metro, formando un elegante capitello.

È una palma di pace: sembra rivolgersi al mondo in modo pacifico, non ha spine né aculei. Sessualmente la specie è monoica e le infiorescenze, ramificate, emergono da sotto le foglie e sono portate da un breve peduncolo. I fiori femminili si alternano a coppie di fiori maschili, tranne nella parte apicale, dove si trovano solo fiori maschili. Siccome i fiori di entrambi i sessi si trovano vicini e si rischierebbe l’autofecondazione, l’infiorescenza presenta il sorprendente e curioso fenomeno della proterandria: i fiori maschili maturano prima di quelli femminili e non vi è possibilità di “incesto”, favorendo la fecondazione incrociata. Talvolta i fiori staminiferi si aprono settimane prima di quelli pistilliferi.

La palma di Villa Ormond non ha ancora prodotto frutti, ma questi sono molto decorativi, di forma ellissoide e di un bel colore rosso. Li conoscono bene e ne sono ghiotti gli uccelli della Nuova Caledonia, soprattutto una specie di piccioni “notou” (Ducula goliath) e piccoli pappagalli che, mangiandoli avidamente, ne favoriscono la naturale dispersione. La pianta, nella sua bellezza e originalità, è una testimonianza del periodo coloniale e delle esplorazioni naturalistiche del XIX secolo: il genere onora l’ufficiale navale Charles Marie Chambeyron, capo della spedizione francese in Nuova Caledonia, mentre l’epiteto specifico è la combinazione dei termini greci “makrós” = grande e “karpós” = frutto.

La palma descritta vi aspetta nell’aiuola a ponente, vicino alla Villa e, se correte a vederla in questi giorni, sarà orgogliosa di accogliervi e pavoneggiarsi con la sua bella foglia rossa!

Claudio Littardi

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