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Cronaca | 07 gennaio 2026, 14:51

Aggredito capotreno con cocci di bottiglia, proclamato lo sciopero dei lavoratori del trasporto ferroviario

La mobilitazione è fissata per giovedì 8 gennaio 2026, dalle 9.01 alle 17. All'origine l'episodio verificatosi vicino a Imperia

Aggredito capotreno con cocci di bottiglia, proclamato lo sciopero dei lavoratori del trasporto ferroviario

Otto ore di sciopero per richiamare l’attenzione sull’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei lavoratori del trasporto ferroviario. A proclamarlo sono le Segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast e Orsa Ferrovie, dopo la grave aggressione subita da un capotreno a bordo di un treno Intercity nei pressi di Imperia. La mobilitazione è fissata per domani, dalle 9.01 alle 17, e coinvolgerà il personale degli equipaggi Capi Treno e Macchinisti, compresi i lavoratori diretti e indiretti, i quadri e gli amministrativi di Trenitalia DOIC (Direzione Operativa Intercity) di Genova Piazza Principe. Verranno comunque garantiti i servizi minimi come previsto dalla Legge e dalla disciplina di settore.

All’origine della protesta c’è quanto avvenuto sul treno Intercity 1537 Ventimiglia-Milano nella giornata di ieri, su un convoglio affollato da numerosi turisti di ritorno dal ponte dell’Epifania. Poco prima delle 17.30, all’interno di uno scompartimento è scoppiata una violenta lite tra due passeggeri stranieri, saliti a bordo con alcune bottiglie di vetro. La discussione è rapidamente degenerata, con i due uomini che hanno iniziato a brandire i cocci, seminando paura tra gli altri viaggiatori. Dalle testimonianze emerge che uno dei due contendenti fosse già ferito e perdesse sangue. In un clima di forte tensione, tra urla e momenti di panico, alcuni passeggeri hanno allertato il capotreno, intervenuto per tentare di riportare la situazione sotto controllo e garantire la sicurezza a bordo. Il suo intervento, però, lo ha esposto direttamente all’aggressione: uno dei due uomini ha cercato di colpirlo per due volte, puntando in particolare al collo e alla testa.

Il ferroviere è riuscito a proteggersi alzando una mano, riportando una ferita lieve e riuscendo poi a evitare il secondo fendente. Secondo quanto comunicato da Trenitalia, non risultano altri passeggeri feriti o coinvolti. Nei pressi della stazione di Imperia è intervenuta la polizia, che ha fatto scendere i due uomini dal treno. Dopo le cure del caso, il capotreno ha deciso di proseguire il servizio fino a destinazione. Il convoglio ha registrato un ritardo contenuto, di circa cinque minuti. Un episodio che, per le organizzazioni sindacali, rappresenta l’ennesima conferma della crescente esposizione del personale viaggiante a situazioni di rischio e che ha portato alla proclamazione dello sciopero per sollecitare misure più efficaci di tutela e sicurezza per chi lavora quotidianamente sui treni.

“Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesima aggressione in Liguria nei confronti del personale ferroviario: è un fenomeno pericoloso che continua a crescere mentre le soluzioni per dare una risposta concreta restano incompiute senza una vera strategia. La sicurezza sul lavoro è un diritto che non è negoziabile, lo diciamo da mesi. Le iniziative che sono state messe in campo dall'azienda non sono sufficienti, bisogna riaprire i presidi della Polizia Ferroviaria a suo tempo chiusi e integrare con altro personale e occorre che RFI riprenda in mano il progetto di installazione tornelli mai portato a compimento. Non accettiamo che questi episodi vengano considerati come semplici causalità, i lavoratori devono essere tutelati in modo reale”, spiega Sandra Piana, responsabile Fit Cisl Liguria per il trasporto ferroviario, dopo aggressione capotreno a Imperia.

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