Otto ore di sciopero per richiamare l’attenzione sull’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei lavoratori del trasporto ferroviario. A proclamarlo sono le Segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast e Orsa Ferrovie, dopo la grave aggressione subita da un capotreno a bordo di un treno Intercity nei pressi di Imperia. La mobilitazione è fissata per domani, dalle 9.01 alle 17, e coinvolgerà il personale degli equipaggi Capi Treno e Macchinisti, compresi i lavoratori diretti e indiretti, i quadri e gli amministrativi di Trenitalia DOIC (Direzione Operativa Intercity) di Genova Piazza Principe. Verranno comunque garantiti i servizi minimi come previsto dalla Legge e dalla disciplina di settore.
All’origine della protesta c’è quanto avvenuto sul treno Intercity 1537 Ventimiglia-Milano nella giornata di ieri, su un convoglio affollato da numerosi turisti di ritorno dal ponte dell’Epifania. Poco prima delle 17.30, all’interno di uno scompartimento è scoppiata una violenta lite tra due passeggeri stranieri, saliti a bordo con alcune bottiglie di vetro. La discussione è rapidamente degenerata, con i due uomini che hanno iniziato a brandire i cocci, seminando paura tra gli altri viaggiatori. Dalle testimonianze emerge che uno dei due contendenti fosse già ferito e perdesse sangue. In un clima di forte tensione, tra urla e momenti di panico, alcuni passeggeri hanno allertato il capotreno, intervenuto per tentare di riportare la situazione sotto controllo e garantire la sicurezza a bordo. Il suo intervento, però, lo ha esposto direttamente all’aggressione: uno dei due uomini ha cercato di colpirlo per due volte, puntando in particolare al collo e alla testa.
Il ferroviere è riuscito a proteggersi alzando una mano, riportando una ferita lieve e riuscendo poi a evitare il secondo fendente. Secondo quanto comunicato da Trenitalia, non risultano altri passeggeri feriti o coinvolti. Nei pressi della stazione di Imperia è intervenuta la polizia, che ha fatto scendere i due uomini dal treno. Dopo le cure del caso, il capotreno ha deciso di proseguire il servizio fino a destinazione. Il convoglio ha registrato un ritardo contenuto, di circa cinque minuti. Un episodio che, per le organizzazioni sindacali, rappresenta l’ennesima conferma della crescente esposizione del personale viaggiante a situazioni di rischio e che ha portato alla proclamazione dello sciopero per sollecitare misure più efficaci di tutela e sicurezza per chi lavora quotidianamente sui treni.
“Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesima aggressione in Liguria nei confronti del personale ferroviario: è un fenomeno pericoloso che continua a crescere mentre le soluzioni per dare una risposta concreta restano incompiute senza una vera strategia. La sicurezza sul lavoro è un diritto che non è negoziabile, lo diciamo da mesi. Le iniziative che sono state messe in campo dall'azienda non sono sufficienti, bisogna riaprire i presidi della Polizia Ferroviaria a suo tempo chiusi e integrare con altro personale e occorre che RFI riprenda in mano il progetto di installazione tornelli mai portato a compimento. Non accettiamo che questi episodi vengano considerati come semplici causalità, i lavoratori devono essere tutelati in modo reale”, spiega Sandra Piana, responsabile Fit Cisl Liguria per il trasporto ferroviario, dopo aggressione capotreno a Imperia.














