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Attualità | 25 novembre 2025, 12:06

Sanità ligure, la Federazione Operaia Sanremese invia una lettera aperta ai sindaci e ai consiglieri regionali

“Sosteniamo la proposta dell’opposizione, più vicina alle esigenze del Ponente”

Sanità ligure, la Federazione Operaia Sanremese invia una lettera aperta ai sindaci e ai consiglieri regionali

Il Gruppo di Cultura Politica della Federazione Operaia Sanremese (FOS) interviene nel dibattito sulla riforma della sanità ligure inviando una Lettera Aperta ai Sindaci dei Comuni capofila dei distretti sociosanitari di Asl1 e Asl2 e ai Consiglieri regionali eletti nelle circoscrizioni di Imperia e Savona.
L’iniziativa arriva dopo l’incontro pubblico del 15 novembre e la successiva riunione dei soci del 22 novembre, interamente dedicate alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

Il contesto: due visioni contrapposte di riforma

La Lettera Aperta si fonda su due documenti attualmente al centro del confronto politico: il Disegno di legge del 10 novembre 2025 proposto dall’amministrazione regionale guidata dal presidente Bucci, ora all’esame della II Commissione “Sanità e Sicurezza Sociale”; il documento delle opposizioni, pubblicato il 18 novembre, dal titolo “Una sanità più vicina: nuova organizzazione per la salute dei liguri”. Secondo la FOS, i due testi presentano approcci e sistemi di governance radicalmente differenti. Da qui la scelta di prendere posizione in modo esplicito.

La posizione della Federazione Operaia Sanremese

Il Gruppo di Cultura Politica dichiara di sostenere la proposta delle opposizioni, ritenendola più coerente con i bisogni del Ponente ligure e più capace di rispondere alle esigenze territoriali. Il documento dell'opposizione prevede infatti l’istituzione di un livello di Direzione unitario per l’intera area del Ponente (Asl1 e Asl2), con o senza personalità giuridica, in grado di: garantire prestazioni di alta complessità, assicurare volumi di attività efficienti e sostenibili, mantenere una distribuzione geografica delle strutture che consenta piena accessibilità ai cittadini. La FOS ricorda come il territorio del Ponente ligure assista circa 470 mila residenti, ai quali si somma un elevato flusso turistico, e necessiti pertanto di servizi sanitari solidi e adeguatamente strutturati.

Personale sanitario: la priorità assoluta

Accanto al sostegno politico, la Lettera Aperta presenta una serie di proposte operative per affrontare quello che viene definito “il grave deficit di personale medico, infermieristico e tecnico sanitario”. Tra queste:
- Valorizzazione del personale strutturato: il Gruppo sollecita il riconoscimento del lavoro dei Dirigenti Medici, Sanitari, Infermieri e Tecnici che operano, spesso in condizioni critiche, nelle aree più periferiche del Ponente.
- Incentivi mirati: si chiede alla Regione di prevedere misure economiche o di carriera per attrarre e trattenere professionisti disposti a lavorare stabilmente, o anche solo temporaneamente, nelle zone più disagiate.
- Nuovo approccio alla Medicina di base: la FOS rilancia l’urgenza di interventi formativi e incentivanti destinati ai futuri Medici di Medicina Generale, figura particolarmente carente nel Ponente.
- Orientamento scolastico potenziato: l’associazione evidenzia come il numero di studenti del Ponente che scelgono Medicina sia molto basso e invita Regione e Università di Genova a programmare attività informative e formative rivolte agli studenti delle ultime classi delle Scuole Superiori.

“Costruire una nuova classe di operatori locali”

Secondo la FOS, solo una strategia di lungo periodo, intelligente e perseverante, potrà contribuire alla creazione — o ricostruzione — di una classe stabile di operatori sanitari del territorio e per il territorio. Nella parte conclusiva della Lettera Aperta, la Federazione Operaia Sanremese auspica che le istituzioni locali e regionali accolgano e portino avanti i contenuti del documento: “Queste riflessioni sono indirizzate nello spirito della collaborazione per il bene comune. Crediamo di aver fornito elementi concreti per affrontare l’emergenza legata alla carenza di personale sanitario nel Ponente ligure”.

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