Tre metri d’acqua possono cambiare per sempre il volto di una città. È quello che mostrano le simulazioni di Climate Central, basate su dati scientifici internazionali che illustrano gli effetti dell’innalzamento dei mari in caso di scioglimento dei ghiacciai antartici. In Liguria, il Ponente resisterebbe meglio rispetto alle città dell’Alto Adriatico o del Tirreno, ma non uscirebbe indenne.
Le mappe parlano chiaro: Sanremo, Arma di Taggia, Vallecrosia e Ventimiglia perderebbero parte della loro costa, e con essa spiagge, porti, edifici e porzioni di centro urbano.
Un colpo profondo al turismo e alla geografia urbana di un territorio che vive di mare e per il mare.

Sanremo: addio a Portosole, Porto Vecchio e piazza Bresca. A Sanremo l’impatto sarebbe evidente. Con un innalzamento del livello marino di 3 metri, la città dei Fiori vedrebbe scomparire buona parte del suo fronte mare. Le mappe mostrano chiaramente come Portosole verrebbe interamente sommerso, insieme alle aree portuali limitrofe e ai moli. Il mare si spingerebbe verso l’interno, fino a piazza Bresca e piazzale Carlo Dapporto, lambendo via Nino Bixio e parte della pista ciclabile. Anche Porto Vecchio, simbolo della tradizione marinara sanremese, sparirebbe quasi del tutto, trasformandosi in una laguna urbana.
Piazzale Vesco e il molo del faro resterebbero parzialmente sommersi, mentre il tratto di costa compreso tra la Lanterna e la spiaggia Italo Calvino sarebbe completamente cancellato. In pratica, Sanremo perderebbe la sua “facciata sul mare”: il turismo balneare e la nautica sarebbero i settori più colpiti, insieme a bar, ristoranti e strutture ricettive che popolano il litorale.

Arma di Taggia: il mare si prenderebbe il Prai, la Darsena e il nuovo ponte. La situazione più critica del Ponente riguarda Arma di Taggia. Qui, l’innalzamento del mare di tre metri inghiottirebbe quasi tutta la zona costiera, dal Prai fino al lungomare di Levà. Le acque sommergerebbero la Darsena, il ponte nuovo in costruzione e parte del Carrefour Market, spingendosi fino agli argini del torrente Argentina. L’effetto sarebbe devastante: il mare penetrerebbe nell’entroterra, trasformando la parte bassa di Arma in una distesa d’acqua salmastra.
Resterebbero emergenti solo le zone più interne — via Beglini, il centro di Taggia e l’area di Levà — mentre tutto il quartiere costiero, compreso il lungomare e le spiagge, verrebbe completamente cancellato. In pratica, gran parte di Arma sparirebbe dal mare, rimanendo un paese nell’entroterra.

Vallecrosia: il Nervia si allargherebbe, cancellando il lungomare. Più a ovest, Vallecrosia pagherebbe un prezzo altissimo. La mappa mostra un’espansione impressionante del torrente Nervia, che esonderebbe oltre gli argini, allagando il Camping Vallecrosia, il Lungomare Marconi, il tratto costiero fino a via Roma e parte delle aree commerciali (incluso l’Eurospin). L’acqua arriverebbe fino al Conad Superstore e si estenderebbe verso via S. Rocco, tagliando in due la città.
La morfologia pianeggiante e la vicinanza dei corsi d’acqua rendono Vallecrosia particolarmente vulnerabile: basterebbero pochi metri in più perché il mare e il Nervia si incontrino, cancellando l’attuale linea di costa. Un evento che trasformerebbe radicalmente la città, privandola delle sue spiagge e della sua funzione turistica.

Ventimiglia: la foce del Roja diventerebbe un bacino interno. Chiudendo il quadro, Ventimiglia vivrebbe la trasformazione più profonda. L’innalzamento del livello del mare provocherebbe l’allagamento della foce del Roja e dell’intero quartiere di Marina San Giuseppe, con il mare che risalirebbe fino a piazza Costituente. L’area di Mortola Superiore resterebbe isolata, mentre il Marco Polo Beach e la zona archeologica di Nervia verrebbero completamente sommersi.
In questa simulazione, il confine tra mare e terra si sposterebbe di centinaia di metri verso nord, cancellando porticcioli, stabilimenti e interi tratti di viabilità costiera.
Ventimiglia, città di frontiera, vedrebbe così la propria “porta d’Italia” trasformarsi in una laguna mediterranea.

Un Ponente ridisegnato dal mare. Sanremo, Arma, Vallecrosia e Ventimiglia: quattro città diverse unite dallo stesso destino possibile. Il Ponente ligure non scomparirebbe, ma cambierebbe volto per sempre. Le spiagge diventerebbero un ricordo, i porti si trasformerebbero in bacini interni, e la costa perderebbe la sua funzione economica e simbolica.
Uno scenario che sembra lontano, ma che gli studi scientifici considerano plausibile entro i prossimi secoli, se le temperature globali continueranno ad aumentare.
Il mare, insomma, non è solo un orizzonte. È una linea che avanza, lentamente ma inesorabilmente. E la Liguria dovrà imparare a difendersi — o a convivere — con un futuro sempre più liquido.














