Il Piano Casa è tornato al centro del dibattito politico di Taggia nell’ultima seduta del Consiglio comunale. A sollevare la questione è stato il consigliere di minoranza Gabriele Cascino, del gruppo Progettiamo il Futuro, che ha presentato un’interrogazione riguardante gli interventi approvati tra il 2017 e il 2025.
Cascino ha spiegato di essersi interessato dopo la questione di via Levà, cogliendo l’occasione per approfondire l’iter delle istanze relative al Piano Casa negli ultimi otto anni. “Ho chiesto agli uffici di conoscere anche le convenzioni stipulate per gli interventi previsti dagli articoli 3bis, 6 e 7 – ha detto – e mi è stato risposto che per alcuni casi la convenzione c’è, per altri no. Il mio dubbio nasce proprio da qui: la legge prevede che, trattandosi di varianti al piano regolatore con cambi di destinazione urbanistica, oltre agli oneri, debba sempre esserci una convenzione. Mi chiedo quindi perché in una ventina di interventi non sia stata stipulata”.
A rispondere è stata l’assessore all’Urbanistica Laura Cane, che ha difeso l’operato dell’amministrazione: “Non si è voluto gravare i cittadini con oneri ulteriori – ha spiegato – preferendo ricorrere alla monetizzazione. Tutti i permessi di costruire sono stati rilasciati nel pieno rispetto della normativa”.
Cascino però non si è dichiarato soddisfatto, annunciando di aver già chiesto un parere ufficiale alla Regione Liguria. “La legge regionale va rispettata – ha ribadito –. Anche quando si sceglie la monetizzazione, questo deve risultare da una convenzione. Senza di essa mancano opere e interventi pubblici che sarebbero stati imposti: marciapiedi, panchine, arredo urbano. Se la Regione confermerà la mia posizione, ci troveremmo di fronte a titoli edilizi rilasciati in modo contrario alla legge. E le conseguenze non sarebbero semplici”.
Il consigliere ha concluso avvertendo che la questione potrebbe aprire scenari complessi sul piano della legittimità amministrativa: “O sto sbagliando io, oppure si è scelto di percorrere una strada che rischia di avere conseguenze importanti. Per questo serve chiarezza adesso, prima che i problemi esplodano”.
Il confronto resta dunque aperto, in attesa della risposta della Regione Liguria, che dovrà chiarire se gli interventi approvati senza convenzione possano considerarsi regolari o se si sia trattato di una procedura non conforme.














