Con i rischi fiscali italiani nuovamente sotto esame, questo spread non è più soltanto un indicatore del mercato obbligazionario: rappresenta un termometro del sentiment nel mercato FX, in particolare per le coppie EUR/USD ed EUR/CHF.
Il debito pubblico dell’Italia rimane tra i più elevati dell’eurozona, proiettato intorno al 137% del PIL nel 2025 secondo le previsioni della Commissione europea di primavera 2025. Nonostante questo pesante onere, lo spread BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)-Bund si è ristretto al di sotto dei 100 punti base - una soglia che non si vedeva dalla fine del 2021. Tuttavia, questo restringimento non riflette esclusivamente un miglioramento dei fondamentali italiani.
Come evidenzia Reuters, parte della recente compressione dello spread deriva dal crescente interesse degli investitori per i titoli italiani, favorito da un più ampio rally dei mercati obbligazionari dell’eurozona. Gli acquirenti esteri sono tornati e l’Italia non è più percepita come il principale punto critico fiscale dell’area euro. Ma il restringimento dello spread BTP-Bund non riguarda soltanto un miglioramento italiano: riflette anche l’aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi. In altre parole, lo spread più stretto ha più a che fare con il mutare delle condizioni in Europa che con un forte voto di fiducia sulla prospettiva fiscale italiana.
Sources: Reuters Italy, Reuters Renaissance
L’Italia punta a ridurre il deficit di bilancio dal 3,4% del PIL nel 2024 al 3,3% nel 2025 e al 2,8% nel 2026, con l’obiettivo di uscire a breve dalla procedura per disavanzo eccessivo dell’UE. Parallelamente, il governo Meloni prevede di aumentare la spesa per la difesa dall’attuale 1,5% ad almeno il 2% del PIL entro il 2025 - senza attivare la clausola di flessibilità fiscale proposta dall’UE. Gli analisti avvertono che il raggiungimento degli obiettivi di difesa in linea con la NATO potrebbe spingere il debito pubblico verso il 138% entro il 2026 e forse al 145% entro il 2029, sollevando preoccupazioni tra le agenzie di rating.
Sources: Reuters Budget, Reuters Schedule
Quando gli spread si allargano bruscamente, l’EUR/USD tende spesso a reagire negativamente, riflettendo il rischio asimmetrico all’interno dell’eurozona. I trader riducono anche le posizioni su EUR/CHF o EUR/GBP, poiché la fragilità sovrana mina la stabilità dell’euro.
Gli speculatori sono diventati più cauti di recente, poiché la BCE adotta un atteggiamento più neutrale. Con un minor sostegno dalla politica monetaria, l’euro fatica a guadagnare terreno - anche quando il dollaro USA si indebolisce.
Le incertezze fiscali italiane e le oscillazioni dello spread BTP-Bund hanno avuto un impatto evidente sui mercati valutari dell’euro. Quando gli spread si allargano, l’EUR/USD tende a indebolirsi mentre gli investitori cercano asset più sicuri come il dollaro americano, riflettendo una maggiore avversione al rischio. Ad esempio, durante periodi di forte instabilità politica o di dubbi fiscali in Italia, come la crisi di governo del 2018, l’euro è stato sottoposto a pressioni significative. Più recentemente, nonostante il restringimento dello spread, il potenziale rialzista dell’euro è rimasto limitato a causa delle posizioni caute degli investitori e dell’atteggiamento neutrale della BCE. Come sottolineato anche da TradingPlatforms.co.uk, coppie come EUR/CHF ed EUR/GBP riflettono anch’esse questi rischi - spesso entrambe si indeboliscono quando lo spread italiano si allarga, segnalando timori per la coesione dell’eurozona e la frammentazione fiscale.Questa dinamica sottolinea come la politica di bilancio italiana funzioni da valvola di pressione nei mercati valutari, influenzando il sentiment di rischio e i flussi di trading ben oltre il mercato obbligazionario.
Sources: Reuters Renaissance, ING
La traiettoria di bilancio dell’Italia rimane un fattore chiave per il sentiment sull’euro nel mercato FX. Il restringimento dello spread BTP-Bund riflette più una rivalutazione tecnica dei mercati obbligazionari dell’eurozona che una forza fiscale sostenuta, lasciando l’euro vulnerabile a episodi di volatilità innescati da cambiamenti politici o di bilancio italiani. Mentre l’Italia prepara il bilancio 2026 tra l’aumento della spesa per la difesa e ambiziosi obiettivi di riduzione del deficit, i mercati seguiranno con attenzione eventuali segnali di slittamento o disciplina fiscale. Un allargamento dello spread probabilmente peserebbe su EUR/USD e su altri cross dell’euro, rafforzando l’andamento laterale della moneta unica. Nel frattempo, l’atteggiamento neutrale della BCE suggerisce una forza indipendente limitata dell’euro nel breve termine. I trader dovrebbero monitorare gli aggiornamenti fiscali italiani insieme ai dati economici dell’eurozona e ai segnali della BCE per avere indizi sulla direzione dell’euro nei prossimi mesi.
Sources: Reuters Italy, Reuters Obsession
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