Il 19 settembre 2011 si spense all’ospedale San Martino di Genova Gian Luigi Maria Morgia, in arte Pepi Morgia. Aveva appena compiuto 61 anni. Regista, scenografo, light designer, e uomo di teatro, Morgia lasciò un segno profondo nella cultura musicale e dello spettacolo italiano, non da ultimo nella città di Sanremo, che lo ricordava spesso come uno dei suoi protagonisti “dietro le quinte”.
Nato l’11 settembre 1950, originario della Sicilia ma cresciuto a Genova, dove si diplomò all’Accademia di Belle Arti in scenografia. Fondatore, tra gli altri, del Teatro della Tosse di Genova, con una vocazione alla sperimentazione, alla scena, alla luce. Collaboratore storico di Fabrizio De André: dal 1975 in poi, fu regista e tecnico luci delle tournée. Ha lavorato con moltissimi altri artisti italiani e internazionali: Ornella Vanoni, Gino Paoli, Claudio Baglioni, Paolo Conte, Fiorella Mannoia, Lucio Dalla, ma anche Elton John, David Bowie, Genesis, e altri.
Pepi Morgia ebbe un rapporto intenso con Sanremo, non solo come città del Festival, ma anche come luogo di sperimentazione culturale e di mostre, eventi collaterali e progettazione curatoriale. Negli anni Duemila, Morgia fu nominato direttore artistico del Comune di Sanremo. In tale ruolo seguì le manifestazioni e le attività culturali legate al Festival della Canzone Italiana. Una delle sue iniziative più significative fu la mostra “Sanremo Story. 60 anni di musica italiana”, realizzata in anni recenti (intorno al 2009-2010) nel contesto di SanremOff, la sezione collaterale al Festival. L’esposizione fu ideata per celebrare i 60 anni del Festival, e comprendeva cimeli storici, abiti di scena, filmati, spartiti, materiali della Fondazione Erio Tripodi (Museo della Canzone), e l’uso di tecnologie multimediali.
Morgia fu protagonista anche nella progettazione e direzione artistica della parte “off” del Festival: eventi, mostre, presentazioni, spettacoli collaterali. SanremOff, in particolare, fu un terreno dove sperimentava modalità più libere, interattive, capaci di coinvolgere il pubblico in modi diversi dal palco dell’Ariston. Fino all’ultimo periodo della sua vita Morgia è stato impegnato a Sanremo come direttore artistico del Comune, con progetti culturali, eventi speciali. Uno di questi, la “Notte Bianca della Moda”, era in programma proprio nella città del Festival.
Pepi Morgia fu, nel suo mestiere, una figura che coniugava creatività, visione scenica, tecnologia e una forte sensibilità umana. Non era solo colui che progettava le luci o le scenografie, ma che contribuiva a dare volto, atmosfera, memoria allo spettacolo. A Sanremo in particolare, fece emergere il legame tra la storia della canzone italiana e la memoria visiva: le mostre, i materiali d’archivio, la narrativa che va oltre la gara, ma racconta l’Italia attraverso musica, costume, cambiamento culturale. Pepi Morgia se ne andò nel settembre 2011, lasciando in eredità un patrimonio non solo di luci e spettacolo, ma di memoria e di cultura. A Sanremo il suo lavoro fu più visibile forse nella dimensione “laterale” al Festival: nelle mostre, nelle installazioni, negli eventi, ma anche nel tentativo di far vedere il Festival non solo come spettacolo, ma come momento di riflessione storica e artistica.














