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Attualità | 25 agosto 2025, 07:14

Tassa di soggiorno, Riva Ligure e Santo Stefano restano “zone franche”: ma potrebbero incassare fino a 40 mila euro l’anno

I due comuni costieri della Riviera non hanno ancora introdotto la tassa di soggiorno. Se lo facessero, il gettito stimato potrebbe raggiungere i 40mila euro, da reinvestire in turismo e promozione del territorio

Tassa di soggiorno, Riva Ligure e Santo Stefano restano “zone franche”: ma potrebbero incassare fino a 40 mila euro l’anno

In provincia di Imperia diversi Comuni costieri hanno introdotto l’imposta di soggiorno, mentre Riva Ligure e Santo Stefano al Mare rappresentano due realtà che, ad oggi, risultano tra quelle che hanno scelto di non adottarla. Una decisione forte e rivendicata dai sindaci Giorgio Giuffra e Marcello Pallini, che puntano su un'accoglienza libera da ulteriori oneri per chi visita il territorio.

Ma quanto incasserebbero i due Comuni se decidessero di allinearsi agli altri? Un’idea la offre proprio il Comune di Riva Ligure: in caso di introduzione della tassa di soggiorno, il gettito stimato si aggirerebbe attorno ai 40 mila euro annui.

Una cifra significativa, certo, ma che non rappresenterebbe un’entrata “libera”. Come avviene per gli altri Comuni che già applicano l’imposta, anche a Riva Ligure (e in un futuro a Santo Stefano) i fondi derivanti dalla tassa dovrebbero essere destinati a usi vincolati e specifici, principalmente legati al turismo e alla promozione del territorio.

Nello specifico, almeno il 60% dell’introito deve essere utilizzato – previa intesa con le associazioni di categoria del settore turistico – per sostenere la promozione dell’accoglienza, la comunicazione e la valorizzazione della destinazione, anche attraverso eventi o campagne condivise a livello provinciale. La parte restante, fino al 40%, può essere impiegata direttamente dal Comune per interventi sul decoro urbano, opere infrastrutturali o altri progetti connessi al turismo.

Va inoltre sottolineato che molti Comuni (vedasi Taggia) che hanno deciso di introdurre l’imposta di soggiorno hanno previsto agevolazioni, esenzioni e riduzioni per determinate categorie, come ad esempio minori, accompagnatori di disabili, lavoratori stagionali o persone ospitate per motivi sanitari. Una scelta che ha l’obiettivo di mantenere l’imposta equa, senza gravare sulle fasce più fragili o su chi soggiorna nel territorio per ragioni non turistiche.

Se da un lato l’assenza dell’imposta rappresenta un’agevolazione per i visitatori e un segnale di apertura, dall’altro la sua introduzione potrebbe offrire nuove risorse per sostenere e migliorare l’offerta turistica, in un’ottica di sistema.

Il dibattito resta aperto: da una parte chi rivendica l’ospitalità “senza tasse”, dall’altra chi intravede nell’imposta uno strumento utile per crescere. Per ora, Riva Ligure e Santo Stefano al Mare restano tra le poche “zone franche” della Riviera. Ma per quanto ancora?

Andrea Musacchio

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