Si accende il dibattito sulla possibile chiusura della centrale operativa del 118 di Bussana, in provincia di Imperia. A intervenire è Jan Casella, consigliere regionale di AVS e componente della Commissione Sanità, che chiede alla Regione di sospendere il trasferimento del servizio a Genova.
“Le proteste dei sindaci e dei lavoratori della sanità confermano le preoccupazioni espresse quando la maggioranza in Regione approvò la controriforma sanitaria. Continuiamo a ritenere quel provvedimento profondamente sbagliato e adesso se ne stanno rendendo conto anche gli amministratori di centrodestra, come avviene in provincia di Imperia, dove la chiusura della centrale operativa del 118 a Bussana rischia di avere conseguenze negative sui soccorsi e sulla gestione delle emergenze. Chiediamo quindi all’assessore regionale alla Sanità di rinviare il trasferimento del servizio all’ospedale San Martino di Genova, previsto per fine aprile”.
Il consigliere chiede quindi alla giunta regionale di fermare la soppressione della centrale operativa, sottolineando le criticità evidenziate anche da amministratori locali e operatori del settore.
“L’assessore dovrebbe ascoltare le critiche sollevate dai principali Comuni della provincia di Imperia, guidati in prevalenza dal centrodestra, e dai sindacati dei medici, che hanno denunciato il mancato coinvolgimento dei lavoratori nella riorganizzazione del 118. Il trasferimento di tutte le attività a Genova è una misura accentratrice, che non tiene conto delle particolarità del territorio ligure. Una scelta sbagliata, compiuta senza un’adeguata preparazione e che penalizzerà le altre tre province e porterà problemi ai pazienti, alle pubbliche assistenze e a tutto il sanitario. Non è ben chiaro quanto sarà il risparmio ottenuto dalla centralizzazione del 118, mentre sono evidenti i rischi”.
Casella evidenzia inoltre le perplessità espresse dalle organizzazioni sindacali del comparto sanitario, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento dei medici nel processo decisionale.
“Condividiamo le preoccupazioni espresse da otto sindacati dei medici, che hanno lamentato l’esclusione, grave e ingiustificata, della componente medica dal tavolo tecnico creato dalla Regione per gestire l’accorpamento delle centrali operative del 118. Come hanno ricordato i rappresentanti dei lavoratori, il servizio del 118 si fonda su un equilibrio imprescindibile tra competenze cliniche, decisionali e operative, nel quale il ruolo del medico dell’emergenza territoriale è insostituibile. L’estromissione della parte medica rende ancora più fragile questa operazione, allontanandola ulteriormente dalle necessità dei pazienti e dei territori”.

















