Un caso che ha fatto molto discutere a Bordighera, sollevando polemiche e indignazione in città. È cominciato il processo nei confronti di un uomo di 78 anni, accusato di aver maltrattato un cane affidatogli temporaneamente da una conoscente. L’episodio risale a circa due anni fa, quando il pensionato, che svolge abitualmente l’attività di dog sitter, avrebbe dovuto occuparsi dell’animale per qualche giorno durante il ricovero in ospedale della proprietaria.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto il cane a sevizie e percosse, tanto da lasciarlo in uno stato di grave sofferenza fisica e psicologica. La vicenda era emersa quando la proprietaria, rientrata a casa, aveva trovato il cane spaventato, con atteggiamenti insoliti e segni visibili di disagio. In aula ha raccontato di non aver ricevuto, come di consueto, le foto dell’animale durante l’assenza e di aver trovato il cane talmente impaurito da rifiutare persino il contatto con lei. “Ho dovuto prendere un taxi, non voleva salire sullo scooter come sempre”, ha detto.
Un giardiniere, testimone oculare di uno degli episodi al centro del processo, ha riferito in aula di aver visto l’uomo trascinare il cane per il collo e la coda, colpendolo con pugni alla testa. Un’immagine forte, ripresa anche in un appello lanciato all’epoca da un’attivista sui giornali locali.
Ma l’imputato, assistito dall’avvocato Ugo Fogliano del foro di Imperia, respinge fermamente ogni accusa. “Il cane era in ottimo stato, tranquillo – spiega il legale – l’unico strattonamento è avvenuto per attraversare la strada, per evitare che finisse sotto una macchina. Parliamo di una persona gentile, che soffre molto per questa accusa”. L’avvocato ha sottolineato che la bava dell’animale, interpretata come segno di maltrattamento, è stata in realtà un fraintendimento. “È un dog sitter, a Bordighera lo conoscono, e la vicenda gli ha fatto molto male anche sul piano personale”, ha aggiunto.
Ieri, davanti al giudice monocratico Antonio Romano, sono stati ascoltati i testimoni dell’accusa: il maresciallo dei carabinieri di Bordighera e un graduato della polizia locale. Entrambi hanno riferito di conoscere bene il dog sitter e di non aver riscontrato alcun sanguinamento da parte del cane al momento dell’intervento. “Il cane era sempre seduto, tranquillo”, sottolinea l’avvocato Fogliano. “Anche dopo la vicenda, i testimoni hanno confermato che l’uomo ha continuato a svolgere il suo lavoro di dog sitter senza particolari problemi”.
Le testimonianze della difesa e della parte civile saranno invece raccolte tra settembre e ottobre, in un processo che promette di tenere ancora alta l’attenzione.
Il difensore ha ribadito che non ci fu nessun maltrattamento, ma un fraintendimento alimentato dal clamore mediatico. “La città ne ha parlato tanto – ha concluso Fogliano – ma i fatti saranno valutati nelle sedi opportune e dimostreremo che il mio assistito ha sempre agito con cura”. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Sandro Lombardi.














