“Scrivo da medico osservatore e fruitore della Sanità. Non c’è dubbio che i problemi più acuti che stiamo vivendo siano dovuti alla carenza di medici e infermieri nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e nelle attività ad esso convenzionate; e che tale carenza dovrà essere affrontata con una pianificazione coraggiosa e finalmente lungimirante che manca da più di un decennio. Non dobbiamo cessare di chiederla”. Sono le parole di Mara Lorenzi, medico ed ex Consigliere a Bordighera.
“Ma intanto si possono colmare lacune della Sanità che non dipendono dalla carenza di personale sanitario. Una lacuna è la frammentarietà dell’informazione sanitaria in Italia, segnalata recentemente anche da un Editoriale di Lancet (The Lancet Regional Health-Europe 2025; 48:101206). Si sente la mancanza una cartella clinica elettronica che fornisca per ogni cittadino-paziente un inquadramento sintetico e la storia clinica raccogliendo in tempo reale e in uno spazio condiviso i contributi di tutti i professionisti sanitari coinvolti. Aggiornamenti sintetici del medico di medicina generale, le note degli specialisti ambulatoriali o di Pronto Soccorso, i risultati degli esami diagnostici, gli interventi di infermieri e fisioterapisti. I contenuti dovranno essere condivisibili nel contesto del SSN ma anche di altri enti, con i dovuti meccanismi di protezione della privacy. I benefici previsti sono molteplici: rendere realizzabile la continuità assistenziale nelle malattie croniche, essere un salvavita in situazioni di emergenza, risparmiare a tutti tempo e denaro evitando le duplicazioni, e dotare il SSN di un database su cui costruire ricerche e miglioramenti dei servizi”.
“Tale strumento è stato previsto e finanziato dal PNRR con il nome di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE); e ad un anno dalla scadenza dei tempi concessi dal PNRR, è utile chiedersi quali sono i progressi nel nostro territorio. Benchè il sito di Regione Liguria indichi che l’FSE è “alimentato automaticamente dai dati e documenti sanitari rilasciati dalle strutture del servizio sanitario regionale”, la realtà che ho incontrato è che il fascicolo contiene quasi solo impegnative di visite e prescrizioni di farmaci, qualche referto radiologico, ma niente storia clinica. Una possibile ragione è che l’informazione che dovrebbe confluire nella cartella nasce molto frammentata. I sistemi informatici delle 5 ASL liguri non comunicano tra di loro; l’Ospedale di Bordighera che ha una gestione privata ma serve la popolazione dell’ASL1 non comunica con il sistema informatico dell’ASL1; nell’ambito del sistema interno dell’ASL1 i medici di specialità diverse non si leggono reciprocamente; e addirittura nell’ambito di una stessa specialità il programma informatico dei servizi sul territorio non comunica con quello dei servizi ospedalieri. Inoltre, il portale del Ministero della Salute conferma che in Liguria pochissimi medici e pazienti sono familiari con il FSE: a Novembre 2024 la percentuale dei medici specialisti delle ASL abilitati al FSE era il 2% in Liguria, verso il 70% della media nazionale e il 96% in Emilia-Romagna; e solo l’11% di cittadini liguri aveva espresso il consenso alla consultazione, contro il 42% della media nazionale e l’89% in Emilia Romagna”.
“È quindi tempo di accelerare il popolamento e l’utilizzo dei FSE dei cittadini liguri. Il progetto è finanziato, non richiede nuovo personale sanitario, e anzi non dovrà creare nuovi compiti ai professionisti sanitari, salvo quello già previsto di scrivere note degli incontri clinici. Si dovranno affinare le strategie per il trasferimento automatico tra piattaforme informatiche, organizzare campagne di informazione per medici e cittadini, e rendere chiara l’importanza di dare il consenso alla consultazione del FSE”.














