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Attualità | 20 gennaio 2023, 15:15

La delegazione buddista cambogiana ricevuta da Papa Francesco arriva a Ventimiglia, filantropo fa donazione alla Caritas (Foto e video)

Offerto un contributo per sostenere le attività rivolte ai migranti

La delegazione buddista cambogiana ricevuta da Papa Francesco arriva a Ventimiglia, filantropo fa donazione alla Caritas (Foto e video)

Una delegazione buddista cambogiana, nel primo pomeriggio di oggi, ha visitato la Caritas di Ventimiglia, accompagnata dalla Caritas di Monaco.

Tra i visitatori vi era anche il medico Quach Mengly, un importante uomo d'affari e filantropo cambogiano noto per i suoi contributi a cause sociali e religiose, che ha recentemente ricevuto il titolo di Panha Methea Phireak Serei Moha Oubasork Puthisas Noupathorm dal Consiglio Supremo del Sangha del Regno. Il titolo viene conferito a individui che contribuiscono in modo significativo al sostegno del buddismo. Dopo aver incontrato Papa Francesco ha deciso di venire nella città di confine, insieme al monaco buddista San Sochea e a don Will Conquer, sacerdote monegasco missionario in Cambogia, per offrire un contributo economico di circa 5mila dollari all'organizzazione di volontariato ventimigliese, che servirà a sostenere le loro attività rivolte ai migranti, e sciarpe, realizzate a mano in Cambogia, come dono. Durante la visita alla struttura ha tenuto pure un discorso durante il quale ha condiviso le sue esperienze di fuga dalla povertà come rifugiato. In seguito si recherà nel Principato di Monaco per partecipare ad un evento speciale e, infine, apparirà come relatore principale a una conferenza di Parigi, dove terrà osservazioni su "La trasformazione della credenza e dell'ecologia dei Nekkham Parami".

"Accogliamo 17mila persone. Offriamo dei servizi alle persone che arrivano e non sanno dove andare. Abbiamo un ambulatorio medico per curare coloro che hanno ferite, soprattutto ai piedi. Poi vi sono persone con il diabete o altre problematiche e che quindi hanno problemi a trovare medicinali. Abbiamo pure uno sportello legale che gestiamo in collaborazione con la chiesa Valdese. E' un settore importante perché le persone che arrivano qui hanno una situazione legale complicata. C'è chi alla fine decide di fare richiesta d'asilo e di fermarsi in Italia e così lo sportello li aiuta in questa procedura. I richiedenti asilo sono stati 20 al mese nel 2022. Qui trovano un luogo dove lavarsi, cambiarsi, mangiare ed essere aiutati. Alla sera i migranti vengono sfamati da associazioni del territorio. Donne e bambini per la notte, dal novembre del 2020, vengono ospitati in alcuni locali messi a disposizione dal vescovo mentre don Ferruccio li accoglie in chiesa. Arrivano spesso famiglie, che a volte hanno sette o otto figli. Il nostro obiettivo è quello di offrire per qualche giorno un luogo di riposo e tranquillità a queste persone che non riescono a passare il confine a causa dei controlli francesi. Da lunedì abbiamo distribuito più pasti: 174 al giorno, solitamente oscillano trai 125 e i 150 pasti al dì" - ha spiegato Maurizio Marmo, presidente della Caritas Intemelia, alla delegazione cambogiana. Per l'occasione era presente anche don Ferruccio Bortolotto, che ha sostituito il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Monsignor Antonio Suetta, che oggi si trova fuori sede. 

 

"Questi racconti mi ricordano la mia vita. Anche io sono stato un profugo. Sono molto impressionato dal lavoro che fate" – ha detto Quach Mengly  "Mi scalda il cuore e mi porta alla memoria l’esperienza vissuta da me, dalla mia famiglia e da milioni di cambogiani nel 1975. Siamo scappati perché non c'era niente da mangiare e morivamo di fame. Non avevo un posto dove andare, non avevo una casa e neanche le scarpe. E' stato un lungo viaggio. Ero solo un bambino ma mi ricordo benissimo le associazioni che ci hanno aiutato".

 

Mengly è nato nella provincia di Battambang ma la sua famiglia è stata costretta a fuggire in un campo profughi thailandese durante il regno del terrore dei Khmer rossi. "Capisco cosa significa cercare disperatamente di attraversare la frontiera, mi ricordo che non avevamo treni o autostrade ma avevamo i tailandesi che ci aspettavano al confine con mine e mitragliatrici ma tentavamo lo stesso, è stato un massacro. Sono giunto poi in un campo di profughi nelle Filippine, dove per la prima volta ho mangiato un pezzo di carne. Dopo un anno nelle Filippine sono andato in America" - racconta il filantropo - "Ho sofferto molto in un'epoca in cui tutto il mondo era in sofferenza ora invece la sofferenza è difficile da accettare perché si trova vicino al benessere".

Mengly è stato reinsediato negli Stati Uniti, dove ha studiato ed è diventato medico: "Giunto negli Stati Uniti mi sembrava di vivere un sogno perché venivo trattato come un uomo. Per me è stata un'opportunità unica raggiunta perché sono stato aiutato e ora sono qui, a Ventimiglia, perché è il mio turno per aiutare" - svela - "Non dimentico il bene che mi è stato fatto e visto che mi hanno aiutato ora con un piccolo contributo cerco di aiutare voi e le persone che accogliete. Essere qui per me è molto significativo perché sono sicuro che sia stata la provvidenza a condurmi fin qui per creare con voi un legame che durerà per sempre. Porterò con me tanti ricordi di questa giornata".

Alla fine anche il monaco buddista San Sochea, dopo aver ascoltato quello che fa giornalmente la Caritas Intemelia, ha deciso di fare un'ulteriore donazione di 500 euro. La visita si è conclusa con un buffet offerto dalla Caritas.

 

Elisa Colli

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