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Attualità | 13 gennaio 2023, 07:11

Anche da Imperia si leva il grido di aiuto allo Stato dei direttori dei dipartimenti di salute mentale: "Situazione drammatica, servono assunzioni e risorse"

Tra i 91 firmatari della lettera rivolta anche presidente Mattarella e al premier Meloni, vi è anche il primario di Asl1 Mollica: "è un nostro dovere etico a fronte dell’aumento del disagio mentale nel nostro Paese e in particolare degli adolescenti"

Anche da Imperia si leva il grido di aiuto allo Stato dei direttori dei dipartimenti di salute mentale: "Situazione drammatica, servono assunzioni e risorse"

Anche dalla provincia di Imperia si leva alto l’appello sottoscritto da 91 direttori dei Dipartimenti di salute mentale e rivolto, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al ministro della Salute Orazio Schillaci, nonché ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio Larussa, ai presidenti della Commissione Affari Sociali della Camera e del Senato, Ugo Cappellacci e Francesco Zaffini, e infine al presidente e al coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga e Raffaele Donini.

Tra i firmatari c’è anche Marco Mollica, direttore del dipartimenti di salute mentale di Asl 1 imperiese. Il documento viene definito dagli stessi primari quale ‘sofferta lettera-appello’ e dal contenuto si evincono le sincere difficoltà e le preoccupazioni che gravano sui professionisti di questa delicato settore sanitario che nella nostra provincia conta centinaia di pazienti e famiglie.

L’appello infatti viene ritenuto dai direttori quale nostro dovere etico a fronte dell’aumento del disagio mentale nel nostro Paese, in particolare degli adolescenti, senza più possibilità di adeguate risposte da parte dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM). Le condizioni drammatiche nelle quali stiamo sempre più scivolando consentono ai DSM di erogare ormai con estrema difficoltà le prestazioni che, invece, dovrebbero essere garantite dai Livelli Essenziali di Assistenza. Una situazione che si è aggravata con la pandemia e con le problematiche sociali ed economiche”.

Per i 91 direttori “c’è bisogno di iniziative concrete ed immediate per ricucire la rete pubblica dei DSM, sempre più sfilacciata, anche con un rilancio al loro interno dei percorsi psicologico-psicoterapeutici, per realizzare una salute mentale comunitaria, in grado di dare risposte integrate ai diversi aspetti biologici, psicologici e sociali”.

Su tutte la richiesta è quella di stanziare più risorse. Ma come? I 91 firmatari hanno le idee chiare. Occorre infatti “avviare un percorso concreto vincolando risorse definite per i servizi pubblici dei DSM, consentendo alle Regioni di attuare fin dal 2023 un piano straordinario di assunzioni, secondo gli standard per l’assistenza territoriale dei servizi di salute mentale definiti proprio pochi giorni fa dall’Age.na.s. (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ndr).Si tratta di destinare, al massimo in un triennio, oltre 2 miliardi al fine di raggiungere l’obbiettivo minimo del 5% del fondo sanitario per la salute mentale, come da impegno dei Presidenti delle Regioni nel 2001, richiamato anche dalla recente sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2022”.

In conclusione, i direttori dei DSM chiedono un intervento delle Istituzioni a cui è stato rivolto l’appello, nata unitariamente dalla loro coscienza con la speranza che possa determinare un autorevole intervento “perché il nostro grido di allarme sia accolto, a tutela di milioni di cittadini con disagio mentale e dei loro familiari”. 

 

Angela Panzera

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