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Cronaca | 29 novembre 2022, 08:32

Orario invernale sulla ferrovia Cuneo-Nizza: le associazioni "Fatti due passi avanti ma anche uno indietro"

Le associazioni a difesa e tutela della linea denunciano: "Si è di fatto passati dalle quattro coppie di treni giornaliere a sole tre"

Orario invernale sulla ferrovia Cuneo-Nizza: le associazioni "Fatti due passi avanti ma anche uno indietro"

“Ci eravamo veramente rallegrati a luglio di quest’anno quando finalmente erano state raddoppiate le coppie di corse tra Cuneo e Ventimiglia: quattro corse in partenza da Cuneo e quattro da Ventimiglia”.

Intervengono in questo modo le associazioni che da tempo si muovono a difesa della linea ferroviaria tra Ventimiglia e Cuneo. In una lettera ‘aperta’ tornano a parlare della strada ferrata che con oltre 70mila firme si era aggiudicata il premio del Fondo Ambiente Italiano e che ora contestano i passi indietro dopo quelli in avanti.

“Da anni era richiesto e quasi preteso – proseguono - un miglioramento del servizio su questa tratta, anni in cui sembrava veramente fossero ormai inutili, manifestazioni, firme e petizioni di cittadini, articoli di esperti di problemi ferroviari e di comitati. Gli orari, comunque, non erano del tutto soddisfacenti e non parevano rispondere a esigenze elementari di efficienza e di fruibilità della Linea alla luce dei disservizi che ne sarebbero derivati come da noi evidenziato tempestivamente a luglio. L'inspiegabile intervallo di soli 40 minuti tra la prima e la seconda partenza da Cuneo alla mattina, l’assenza di treni per Ventimiglia da Cuneo dopo le 14.41, l’intervallo di circa un’ora intercorrente tra i primi due treni alla mattina da Ventimiglia, la mancanza di un treno alla mattina presto da Ventimiglia e uno nel (possibilmente) tardo pomeriggio da Cuneo”.

Tutte queste incongruenze erano incomprensibili per i firmatari della lettera, come lo erano le giustificazioni addotte dalla Regione Piemonte per non adottare modifiche (pagare una notte a Ventimiglia a capotreno e macchinista; difficoltà, poi risultate inesistenti, da parte francese): “Negli ultimi giorni – proseguono - sono cominciate a filtrare notizie sugli orari invernali in essere dall’11 dicembre che confermavano una partenza presto da Ventimiglia e una nel pomeriggio da Cuneo. Come risulta dal sito ufficiale di Trenitalia da tale data questi saranno i nuovi orari: da Cuneo partenze alle 6.41, 14.41 e 17.15; da Ventimiglia alle 6.19, 10.39 e 18.46. Quindi un treno presto da Ventimiglia e uno nel pomeriggio da Cuneo, ma purtroppo e vergognosamente sono state cancellate due corse: non più quattro coppie di corse tra Cuneo e Ventimiglia, ma tre, con un complessivo peggioramento del servizio. I liguri e i francesi sono finalmente un po’ più agevolati e possono passare qualche ora a Cuneo e poi ritornare in serata, mentre i cuneesi partono alle 6.41, arrivano a Ventimiglia alle 9.21 e (se non possono ripartire per Cuneo alle 10.39) devono attendere fino alle 18.46 (487 minuti, cioè più di otto ore!) per ritornare a Cuneo. Forse la Regione Piemonte ha tolto una coppia di treni per far fronte alle maggiori spese per effetto del ‘pernottamento’ del personale a Ventimiglia. Il risparmio (qualche migliaio di euro) è tuttavia certamente ben superiore al costo del ‘pernottamento’ di due persone a Ventimiglia (qualche centinaio di euro per l’albergo e per l’eventuale indennità per ‘fuori sede’) e non possiamo non chiederci se è proprio necessario risparmiare qualcosa a prezzo di un evidente, insoddisfacente e sgraditissimo peggioramento del servizio. Né questo risparmio dovrebbe essere utilizzato per coprire i costi delle ipotizzate (o promesse) ‘navette’ Limone-Tende-Limone, considerando che si dice che il loro costo dovrebbe essere a carico della Francia”.

Le associazioni non comprendono inoltre la cancellazione della quarta coppia di corse, da Cuneo alle 12.41 e da Ventimiglia alle 16.36 (peraltro tardiva nell’arrivo a Cuneo dieci minuti dopo la partenza di un treno per Torino…), adducendone il motivo al rifiuto della SNCF all’estensione serale dell’orario di operatività della circolazione in Valle Roya: “Infatti la coppia di corse non più effettuata circola in orario pomeridiano e non ha nulla a che fare con un orario serale e in Valle Roia alla sera circolano (orario dall’11 dicembre prossimo) due treni, cioè quello in arrivo a Ventimiglia alle 20.05 da Cuneo e quello in arrivo a Limone alle 20.45 (il personale operativo della SNCF può quindi essere libero dal servizio dalle 20.45) e a Cuneo alle 21.19. Questa ‘fine orario’ del personale bregliese della SNCF potrebbe anche rendere possibile un posticipo di 20-30 minuti della partenza da Cuneo del treno previsto alle 17.15”.

Come evidenziano le associazioni, quindi, due passi avanti e uno indietro: “Crediamo fermamente – terminano le associazioni, che si firmano sotto - che sia giunto il momento affinché tutte le amministrazioni dei Comuni sulla linea (liguri, francesi, piemontesi) si uniscano per uno scopo unico: salvare la linea. Chiediamo alle Regioni Liguria e Piemonte di formalizzare e sottoscrivere congiuntamente un documento che preveda una vera cooperazione con una ‘Dichiarazione di intenti’ atta a soddisfare i bisogni reali dei territori. Con questo obiettivi dovrebbero chiedere ad alta voce di programmare orari normali con treni normali, senza penalizzare nessuna regione. Gli orari devono tenere conto delle esigenze di tutti i territori, senza privilegi per una zona rispetto ad altre e con servizi su tutta la linea, con giuste coincidenze. L'obiettivo deve essere l'aumento delle corse e non un arretramento e peggioramento con riduzioni”.

Queste le associazioni firmatarie: Gruppo Oltre Vernante, associazione di Piazza in Piazza a Cuneo, associazione Giuseppe Biancheri a Ventimiglia, comitato Amici della Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, comitato Difesa Ferrovie Locali di Cuneo, comitato spontaneo ‘Un Treno e un Parco per l’Europa’ di Robilante, Compagnia del Buon Cammino di Cuneo, Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile, Gruppo Pendolari Cuneo-Torino, FIAB Cuneo Bicingiro, Transfrontalieri della Valle Vermenagna.

Carlo Alessi

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