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Ventimiglia Vallecrosia Bordighera | 19 ottobre 2022, 18:54

Camporosso: l'agricoltore-scrittore Marco Damele “L'agricoltura dica no al sovranismo. Un falso mito pericoloso"

“Stiamo riscoprendo il piacere della cucina con il pensiero di cosa mangiare, cosa comprare per aiutare le aziende agricole, cosa cucinare, senza conoscere però molte volte cosa portiamo nei nostri piatti e se realmente sono prodotti sani e di qualità".

Camporosso: l'agricoltore-scrittore Marco Damele “L'agricoltura dica no al sovranismo. Un falso mito pericoloso"

“L'agricoltura dica no al sovranismo. Un falso mito pericoloso. E' necessario incentivare la biodiversità  per promuovere  le nostre aziende, le eccellenze locali  e guardare al futuro. Nel 2022 non ha senso parlare di sovranismo agricolo, patriottismo alimentare e botanico”.

Interviene in questo modo l’agricoltore-scrittore di Camporosso, Marco Damele, che prosegue: “Stiamo riscoprendo il piacere della cucina con  il pensiero di cosa mangiare, cosa comprare per aiutare le aziende agricole, cosa cucinare, senza conoscere  però molte volte cosa portiamo nei nostri piatti e se realmente sono prodotti sani e di qualità. L’agricoltura che dobbiamo pensare ora a far crescere in futuro è quella che sa dare al tempo stesso garanzie ai consumatori circa la salubrità dei prodotti e sicurezza dal punto di vista ambientale. La genuinità degli alimenti è in ragione inversa del progresso; cioè quanto più è alto lo sviluppo tecnologico di un popolo, tanto più si accentuano le insidie alla sua alimentazione. Chi è il responsabile dei cibi non genuini che troviamo nelle nostre tavole, nei negozi e che quotidianamente consumiamo ? Sono favorevole a mangiare italiano, ma preferisco prima di tutto mangiare sano e naturale, perché la nostra politica agricola in questi decenni non ha fatto nulla per difendere la biodiversità alimentare mondiale, oggi  l’agricoltura è in crisi  e  molti cibi sono già irrimediabilmente scomparsi”.

“Insegniamo anche da casa ai bambini – va avanti - a riconoscere le piante, a studiarne le caratteristiche, se possibile anche a sporcarsi direttamente le mani al contatto con la terra  senza rimproveri, senza costrizioni, senza quelle barriere che la natura per fortuna non conosce. Impariamo a rispettare la stagionalità dei prodotti. In Italia ci sono oltre 5000 specie botaniche non autoctone, cioè non originarie del nostro territorio ma arrivate in Italia grazie alla migrazione dei popoli, agli scambi commerciali o per casualità che quotidianamente noi consumiamo nelle nostre tavole, coltiviamo nei nostri terreni o ammiriamo nei giardini”.

“L'agricoltura moderna – termina Damele - è il risultato  di scoperte, casualità, migrazioni dei popoli e scambi commerciali. Siamo però pronti a difendere a spada tratta il ‘Made In Italy’, parlando di mangiare cibo italiano e sovranismo alimentare senza conoscere però la Storia e da dove sono arrivate le verdure e la frutta che consumiamo. Impariamo tutti quanti prima di tutto a mangiare sano, di stagione e di qualità poi certamente anche italiano”.

Redazione

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