Un alimentare di Pigna si rifiuta di dare del prosciutto ad una signora che voleva darlo ad un gatto randagio e così scoppia la polemica sui social. Un episodio che ha messo “in cattiva luce” l’ospitalità del paese dell’alta val Nervia.
Tutto è iniziato a causa di un post sui social network: "Io mi domando come si può essere così bestie, un gestore di questo alimentare si è rifiutato di darmi del prosciutto perché lo portavo ad un gattino molto malconcio addirittura senza mezzo musetto, perché aveva paura che gli entrasse nel negozio. Ho precisato che era nel parcheggio, e lui niente così l’ho mandato a quel paese. Se capitate a Pigna evitate questo locale, odiano gli animali”. Con queste parole, infatti, Penny Cacciamani ha descritto, dal suo punto di vista, quello che era successo facendo automaticamente cattiva pubblicità sia al negozio che al paese di Pigna.
“Dispiace che la signora abbia scritto cose non piacevoli sul gestore del locale, che tra l’altro conosco molto bene, visto che vive vicino a me, e posso assicurare che è un amante degli animali, ha infatti cani e gatti. È un vero peccato anche perché il locale ha aperto a giugno con bar e dehor e ha fatto anche tanta fatica per aprirlo. È esagerato giudicare una persona da un singolo fatto“ - commenta il sindaco Roberto Trutalli - ”Penso che si sia verificata un’incomprensione e, anche in caso si fosse rifiutato, probabilmente avrà fatto notare che cibandolo, il gatto si sarebbe potuto avvicinare ed entrare nel locale compromettendo così l’igiene dell’alimentare e del bar”.
“Il gatto di cui parla la signora è un randagio che gira nella zona ed è ferito, ha infatti una cicatrice sul viso che si è procurato quando fu investito da una macchina. Più volte abbiamo tentato di prenderlo per curarlo ma è impossibile, non si fa catturare e così molte persone gli danno da mangiare” - aggiunge il primo cittadino - “Io ho tanti gatti che vivono in campagna all’aria aperta, mi fanno compagnia, perciò secondo me, gli animali vanno rispettati sempre ma comunque bisogna lasciarli in libertà”.
“Non era necessario scrivere quelle cose, i veri problemi sono altri. Bisogna dare il giusto peso ai post - dice Trutalli - e sarebbe stato sensato soffermarsi su questioni attuali come l’abbandono dei borghi dell’entroterra che rischiano l’estinzione, vi sono paesi disabitati, a Pigna per esempio ci sono 167 persone, o la perdita dei servizi per gli anziani delle Rsa, mi sto infatti battendo per avere più servizi per loro e anche per l’elisoccorso notturno per l’alta val Nervia oppure sulla crisi idrica o la chiusure della scuola nei paesi, questa mattina per esempio a Pigna c’erano 63 bambini tra materna, primaria e medie grazie anche all’accordo fatto con Rt che porta a Pigna i bambini di Rocchetta Nervina, in questo modo si è potuta evitarne la chiusura, invece ci perdiamo su cose non importanti, i social si dovrebbero usare per fare cose importanti”.
Abbiamo più volte tentato di parlare con i gestori del negozio per sentire la loro versione dei fatti ma, purtroppo, ci hanno sempre rimandato senza mai richiamare.














