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Politica | 09 agosto 2022, 07:02

Sanremo: sciopero dei dipendenti di 'Rapellini' nel cantiere del 'Castillo', la reazione di Vazzano (Cna)

Secondo Vazzano è quanto meno rivedibile la 'smentita dell’Asl 1' per una serie di motivazioni

Sanremo: sciopero dei dipendenti di 'Rapellini' nel cantiere del 'Castillo', la reazione di Vazzano (Cna)

"L’associazione di categoria CNA, della quale sono Segretario provinciale da 5 anni, da sempre rappresenta e tutela gli interessi delle micro, piccole e medie imprese sul territorio. La CNA è a fianco dei propri associati per coadiuvarli professionalmente sia sotto gli aspetti tecnici sia sotto quelli amministrativi, al fine di consolidarne la crescita e/o integrazione nel tessuto sociale locale. Viste le sempre più pressanti e crescenti difficoltà di questi ultimi periodi per tutte le attività, sia dal punto di vista burocratico che da quello della difficoltà nell’ approvvigionamento e degli aumenti delle materie prime, di ancor più per quelle che fanno ed hanno fatto la storia dell’imprenditoria dell’imperiese, ci sentiamo, quando e per quanto possibile, di preservarle in quanto patrimonio della collettività poiché anche punto di riferimento economico per molte famiglie".

Sono le parole di Luciano Vazzano, segretario provinciale di Cna, in relazione allo stato di agitazione dei dipendenti della ditta 'Rapellini', impegnati nei lavori del 'Castillo' all'ospedale 'Borea' di Sanremo. "Riteniamo che la competizione e l’apertura a ditte provenienti da fuori provincia o oltre confine - prosegue Vazzano - siano opportunità atte a migliorare i possibili servizi comuni anche se, oggi più che mai, spesso non è così e ci ritroviamo con opere costosissime ed incompiute a spese di tutti i contribuenti: non ultima quella del fabbricato di Via San Francesco che avrebbe dovuto essere fiore all’occhiello delle attività sanitarie correlate e di primo approccio per il Comune di Sanremo … un 'Palasalute' (con funzioni territoriali come quello in essere nel Comune di Imperia). Proprio per tale motivo ci teniamo ad intervenire nella querelle tra l’impresa Rapellini Srl, nostra associata, e l’Asl 1 Imperiese non tanto per entrare all’interno dei 'tecnicismi' degli appalti, che hanno portato alla cronaca locale il sopra citato fatto, ma quanto per evidenziarne alcuni aspetti che un minimo dovrebbero far riflettere. In primo luogo riteniamo legittima la presa di posizione dei dipendenti della Rapellini Srl, ad insaputa del titolare, nonostante le difficoltà degli ultimi periodi, quale sintomo di attaccamento e difesa alla Ditta in cui operano da anni oltre che pretesa del rispetto dei propri e sacrosanti diritti di lavoratori".

Secondo Vazzano è quanto meno rivedibile la 'smentita dell’Asl 1' per le seguenti motivazioni:
- gli operai in sciopero hanno da subito precisato che si ritrovavano a protestare nel nuovo cantiere per questioni legate alle ferie al quale avrebbero dovuto rinunciare al fine di ottemperare alla comunicazione di Asl 1 che ritengono ingenerosa. Infatti per rispettare i termini di ultimazione ai termini del 'Palasalute di Bordighera' (ultimato ed oggi non ancora in funzione nonostante il collaudo tecnico e funzionale concluso ed approvato da parte del competente organo incaricato da ASL1) hanno lavorato per due anni di fila spesso a turno anche di sabato, domenica e festività e per il quale sono a conoscenza del fatto che l’impresa non abbia ancora ricevuto né il saldo della rata finale, né la chiusura delle riserve pattuite né tanto meno, nei termini di legge, l’obbligatorio riconoscimento del caro materiali (che dovrebbe avvenire automaticamente da parte delle S.A. anche in assenza di istanza) cosiddetto Decreto Aiuti (DL 50/2022) pubblicato in Gazzetta. Asl 1 però ben conscia che la protesta dei dipendenti avveniva al cantiere del 'Castillo' per strascichi legati al 'Palasalute Bordighera' (da quanto appreso dalla cronaca il Responsabile Unico del Procedimento è lo stesso) ha commentato che per quanto riguarda il nuovo cantiere tutto procede come da norma lasciando intendere che semmai è l’Impresa Rapellini Srl a non essere ottemperante. Sporge per cui spontanea la domanda, ripetiamo indipendente da cavilli normativi in cui non intendiamo addentrarci: un’Impresa che per lungo ed assiduo tempo lavora in esclusiva per un Committente cosa deve avere un 'pozzo di San Patrizio' a cui poter attingere per le risorse economiche di sopravvivenza oppure deve fare affidamento alla responsabilità del Committente per cui si espone fortemente? Per cortesia non ci si appelli al tanto abusato 'rischio di Impresa' perché in questo caso ci si riferisce a responsabilità morali;
- come correttamente ha evidenziato il sindacato CGIL a mezzo del suo rappresentante di categoria William Amoretti un ente Pubblico dovrebbe cercare di evitare di mettere in difficoltà un’impresa che per altro ha concluso compiutamente un’opera magistrale come quella del Palasalute di Bordighera;
- ultima considerazione, ammesso e non concesso che la Rapellini Srl abbia delle responsabilità, possibile che le problematiche siano sempre imputabili o da ricercarsi solo esclusivamente nelle Imprese, che quando sbagliano pagano? Ma tutti gli altri attori coinvolti (a qualunque titolo) non hanno mai responsabilità dirette di nessun genere?

"Come in premessa - termina Vazzano - le nostre sono solo considerazioni su cui riflettere, come si evince dalle cronache nelle parole dello stesso titolare dell’Impresa, vorremmo tenere un profilo basso ed improntare il tutto sul massimo e reciproco rispetto, essere semmai di aiuto al fine di tutelare sia gli interessi pubblici e della collettività ma anche quelli privati. Per quanto sopra chiediamo all’Asl 1, con responsabilità, di evitare di arroccarsi semplicemente dietro a concetti normativi perentori (che dovrebbero però essere rispettati anche in senso inverso), soprattutto quando si conosce chi c’è dall’altra parte e quando si conoscono le reali problematiche".

Redazione

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