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Attualità | 08 novembre 2021, 08:59

Secondo 'Assoconsum' servizio di bassa qualità da parte di Rivieracqua: la risposta dell'azienda

“Anni di ritardi e inefficienze hanno comportato che Rivieracqua stia attraversando una delicata fase di procedura concordataria che, al suo esito, consentirà di far fronte integralmente alle proprie passività ed impostare quel programma di investimenti così necessario all’intero Ambito".

Il Presidente di Rivieracqua, Gianalberto Mangiante

Il Presidente di Rivieracqua, Gianalberto Mangiante

Rivieracqua, l’azienda che gestisce in provincia di Imperia il servizio di distribuzione del prezioso liquido, risponde al nostro giornale (QUI) che, sabato scorso aveva pubblicato l’intervento di Assoconsum.

“Dopo anni – scrive Rivieracqua - in cui le gestioni sono rimaste disgregate sul territorio senza costante attività di rinnovo ed efficientamento degli impianti anche con l’intervento del Commissario ad Acta dell’Autorità d’Ambito Ovest della Provincia di Imperia, all’inizio del 2021 il processo di unificazione delle varie realtà ha avuto la sua realizzazione così da consentire una Gestione Unica così come previsto dal decreto Legge. Questo tanto fondamentale quanto rivoluzionario accadimento ha permesso a Rivieracqua di aggregare le diverse realtà ed attuare finalmente con una visione d’insieme quelle indispensabili sinergie ed ottimizzazioni di sistema che stanno già dando i propri frutti sul territorio. Basti pensare alla razionalizzazione delle risorse umane e degli affidamenti esterni che, già dopo dieci mesi, hanno permesso, a parità di risultato, rilevanti risparmi per le realizzazione di economie di scale di gestione”.

“Anni di ritardi e inefficienze hanno però comportato che Rivieracqua stia attraversando una delicata fase di procedura concordataria che, al suo esito, consentirà di far fronte integralmente alle proprie passività ed impostare quel programma di investimenti così necessario all’intero Ambito. Tra questi, deve essere posto in evidenza che sono state anticipate le procedure per l’approvazione del Progetto Definitivo del ‘raddoppio’ del tubo del Roya nel tratto compreso tra Imperia ed Andora e del collettamento reflui al depuratore di Imperia, i cui fondi sono stati individuati proprio nelle risorse accantonate dal Comune di Andora e provenienti dalla tariffa (per circa 4 milioni di euro) e nell’ambito del PNRR con una formula che prevede l’anticipo delle risorse da parte di Regione Liguria, mediante Legge Regionale emanata nel corso del mese di settembre scorso per 5,8 milioni di euro, e Comuni interessati, mediante specifico accordo di programma per la restante parte di circa 2,5 milioni di euro”.

“Siamo anche impegnati in tutta una serie di attività – va avanti l’azienda nella risposta ad Assoconsum - di certo non meno importanti e assolutamente necessarie per garantire in prospettiva una gestione efficiente ed efficace, di riordino, standardizzazione, unificazione, informatizzazione dei processi, degli impianti, del sistema di bollettazione, della documentazione, nei vari segmenti di attività (acquedotto, fognatura, depurazione) che si sta già traducendo in una migliore risposta alle esigenze dell’utenza sia in termini di qualità che di continuità del servizio. Ovviamente un accelerato percorso che ha dovuto sopperire a carenze passate e che ha visto Rivieracqua passare nel giro di poche settimane da poche decine di dipendenti all’attuale situazione con circa 190 risorse presenta difficoltà operative, aggiustamenti di programmi e revisione delle procedure; in ogni caso come ha dimostrato per il recente caso della bollettazione sul comune di Imperia la Società si adopera immediatamente provvedendo a rettificare quanto di migliorabile sussista anche in seguito a confronti costruttivi con enti e/o utenti e/o associazioni che non vogliano strumentalizzare i fatti per finalità diverse dalla realizzazione del bene comune che viene accampato”.

“Siamo certi che ogni richiesta – termina Rivieracqua - pretesa o indicazione venga rivolta considerando il percorso da noi compiuto. Restiamo comunque a disposizione per far fronte alle esigenze del territorio al fine di migliorare sempre una gestione che ben si definisce come bene comune”.

Carlo Alessi

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