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Solidarietà | 17 ottobre 2021, 10:55

Serata conviviale al Buca Cena per il Rotary Club Sanremo tra storia e solidarietà

Significativa la testimonianza di Giuseppe Terrasi

Serata conviviale al Buca Cena per il Rotary Club Sanremo tra storia e solidarietà

Serata conviviale del Rotary Club Sanremo. La serata al Buca Cena è sempre di prim’ordine e l’ambiente ampio ed accogliente aiuta a mettere a proprio agio i convenuti che hanno la possibilità di chiacchierare gustando gli aperitivi prima di sedersi ai tavoli per una serata interessante. Socie e consorti tutte distribuite equamente tra i vari tavoli ed a loro agio con i commensali.
Presenti anche due studenti del Cassini e figli di soci per una “lezione di storia vissuta”.

Il presidente ha dato inizio alla serata evidenziando i programmi che vedono coinvolti i soci in attività istituzionali e culturali (Claudio Sparago sabato presenta il lavoro sul codice Giribaldi, Stefania Sandra al Cassini questo Giovedì: Dr. Roberto Ravera ha presentato il suo libro sulla Sierra Leone con la presenza musicale di Marina Remaggi, socia onoraria, che ha dato un tocco artistico all’argomento), più tardi è stato ricordato anche Ettore Guazzoni che ha avuto il giusto riconoscimento dell’attività svolta in favore dei meno fortunati con il premio San Romolo.
Un Club attivo e dinamico che ha ripreso a funzionare al meglio.

L'avvocato Giuseppe Terrasi, iniziando dalla sua esperienza come volontario nei Balcani a 19 anni, ha presentato la situazione che si è venuta a creare tra le comunità serbo ortodossa e quella bosniaco mussulmana fino all’epilogo del luglio 1995 con il genocidio di Srebrenica nel quale persero la vita 8 mila persone
Sono state mostrate illustrazioni sulla situazione locale dopo il massacro, i graffiti della caserma usata dai Caschi Blu dell’ONU, le devastazioni materiali, ma soprattutto gli atteggiamenti dei sopravvissuti e la perdita di umanità dei superstiti. Ancora adesso sono attive le associazioni delle vedove in cerca di giustizia in un ambiente dove circolano liberamente molti autori materiali delle efferatezze che hanno contraddistinto quel periodo buio della storia della regione.

La cosiddetta “pulizia etnica” ha lasciato dietro di sé ferite che sono difficili da rimarginare ed anche le istituzioni preposte al mantenimento della pace si sono rese responsabili di comportamenti impossibili da giustificare. E’ arduo pensare di voltare pagina per le persone coinvolte nel luglio 1995, anche perché il numero di persone ancora considerate “scomparse” per mancanze di riscontri oggettivi si lascia dietro una scia di problemi irrisolti.

Le domande dei soci hanno concluso un argomento che ha fatto pensare su problematiche a noi relativamente distanti, per fortuna, ma che ci ha fatto vedere nella giusta prospettiva come quelli che consideriamo nostri grandi problemi quotidiani sbiadiscono di fronte e testimonianze di questo genere.

C.S.

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