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Cronaca | 20 agosto 2021, 14:20

Sanremo: dopo il 'golpe' dei Talebani in arrivo alcuni profughi afgani alla base logistica militare di via Lamarmora

In arrivo parte del personale civile, che ha collaborato con i Ministeri degli Esteri e della Difesa. L'arrivo è previsto dopo lo screening Covid che verrà fatto a Roma. Le persone saranno poi ricollocate in tutta Italia

Sanremo: dopo il 'golpe' dei Talebani in arrivo alcuni profughi afgani alla base logistica militare di via Lamarmora

Riunione in videocall, questa mattina per il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica insieme al vice prefetto Dott. Gatto, le forze dell’ordine, il comandante della base logistica militare di Sanremo tenente colonnello Ciucci, il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, il vice Costanza Pireri, oltre al presidente del consiglio comunale Alessandro Il Grande e al comandante della Polizia Locale Claudio Frattarola.

Oggetto dell’incontro l’operazione umanitaria che prenderà il via nei prossimi giorni per portare sul territorio nazionale personale civile afgano, collaboratori dei Ministeri degli Esteri e della Difesa e dell’Ambasciata Italiana a Kabul. Tale personale, una volta giunto in Italia presso l’aeroporto di Fiumicino sarà sottoposto a screening sanitario da Covid-19 e successivamente trasferito, ove negativo, presso le basi logistiche dell’Esercito.

Tra queste la Base di Sanremo, dove alcuni profughi saranno trasferiti nei prossimi giorni per il previsto periodo di isolamento cautelativo controllato nelle proprie stanze per dieci giorni, al termine del quale sarà disposta la ricollocazione in altre sedi sul territorio nazionale per l’inserimento nel sistema di accoglienza nazionale. Tutta l’operazione sarà gestita dall’Esercito italiano, anche con il supporto della Protezione civile e della Croce Rossa Italiana.

Il Governo italiano - ha dichiarato il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri - sta avviando dei ponti aerei che porteranno in Italia civili afgani che hanno collaborato per vent’anni con lo Stato italiano, in particolare con i Ministeri della Difesa e degli Esteri e con l’Ambasciata Italiana a Kabul. Parliamo di famiglie di ingegneri, traduttori, operatori di pace e altri collaboratori afgani la cui incolumità è realmente minacciata dal ritorno al potere del regime talebano: tutti quanti in questi ultimi giorni abbiamo assistito agli appelli e alle drammatiche immagini della disperazione delle famiglie di queste persone Come amministrazione comunale abbiamo subito fornito il massimo supporto, pur essendo tutta l’operazione gestita dal Ministero della Difesa. Ovviamente, al termine del periodo di quarantena il Ministero dell’Interno dovrà trovare definitiva collocazione alle famiglie su tutto il territorio nazionale, sia attraverso il sistema di accoglienza e integrazione nazionale, sia per mezzo della partecipazione dei molteplici Comuni che finora hanno già manifestato la volontà di aiutare queste persone a reinserirsi”.

Redazione

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