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Politica | 21 luglio 2021, 08:50

Ventimiglia: sul discusso progetto della Coop in via Tacito arriva il secco 'no' della Conferesercenti

"No grazie, non ne sentiamo il bisogno. Un intervento troppo invasivo per il quartiere, un’ulteriore attività di grande distribuzione che non porta benefici alla qualità della vita, alla rete commerciale della nostra città".

Ventimiglia: sul discusso progetto della Coop in via Tacito arriva il secco 'no' della Conferesercenti

“La prima riflessione che ci siamo posti alla domanda del Comune di Ventimiglia è stata, perché? Perché la città ha la necessità di avere un altro supermercato in centro?”

Interviene in questo modo la Confesercenti di Ventimiglia, in relazione al progetto della Coop di via Tacito, che tanto fa discutere in questi giorni sul piano politico e commerciale. “Il mercato della grossa distribuzione – prosegue l’associazione i categoria - ormai ‘tappa’ buchi in ogni angolo delle città. Apre nuovi punti vendita dove può, ogni angolo dove ancora la città non è cementificata e può stare una superficie a loro idonea. Nella maggior parte dei casi pianifica nuovi interventi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, ogni qualvolta il Comune lo consente. Ogni deroga comporta esborso di super oneri, con sicure entrate per le casse comunali. Un sistema applicato in diverse città. Una logica che si basa sulla deroga, sulla modifica delle pianificazioni fatte a monte, con l’aggiunta del cosiddetto ‘interesse pubblico’ e la monetizzazione delle deroghe”.

Confesercenti in rappresentanza di diverse categorie economiche, il commercio a posto fisso e ambulante, il settore turistico, il settore della consulenza immobiliare, dei servizi, si è chiesta perché si debba dire si ad un nuovo supermercato: “L’analisi tra i vantaggi per la città (opere pubbliche) e il sovraccarico commerciale (nuove superfici vicino a già esistenti), tra una antropizzazione ulteriore di un quartiere già complicato, senza spazi pubblici, senza una viabilità regolare e il rifacimento di alcuni marciapiedi (distrutti da anni) a carico dei privati (oneri dovuti per legge), la Confesercenti tira la somma e conclude: no grazie, non ne sentiamo il bisogno. Un intervento troppo invasivo per il quartiere, un’ulteriore attività di grande distribuzione che non porta benefici alla qualità della vita, alla rete commerciale della nostra città. Negozi standard, nessuna innovazione nell’offerta, nessun spazio ricreativo, sportivo, culturale per il quartiere”.

Confesercenti dirà il suo si a proposte di nuove costruzioni di strutture ricettive che possano portare turismo e turisti, economia vera in città: “L’aumento dell’offerta del commercio alimentare rischia di aumentare il fenomeno dello spreco, aumenterà la presenza di Tir necessari per l’approvvigionamento, aumenterà il traffico nel quartiere, appesantirà il traffico già caotico su corso Genova. Attività non necessaria in una zona non idonea ad accogliere nuovi insediamenti commerciali. Sul progetto in se non ci siamo espressi, non avendo potuto visionare il progetto”.

Carlo Alessi

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