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Cronaca | 05 giugno 2021, 07:11

Autostrada dei Fiori a passo di lumaca: cari turisti, se non volete venire in vacanza qui... come darvi torto?

La nostra è una provocazione, sia chiaro. Ma, dopo un viaggio 'allucinante' fatto sulla A10 abbiamo voluto fare una analisi di decenni in cui poco o nulla si è fatto. L'unica possibilità per viaggiare sereni? Le macchine volanti!

Autostrada dei Fiori a passo di lumaca: cari turisti, se non volete venire in vacanza qui... come darvi torto?

Delle code e dei lavori sull’autostrada A10 Genova-Ventimiglia ne parliamo da anni, anzi decenni. Negli ultimi due-tre anni si sono decisamente acuiti, sia per i molti interventi programmati che, ovviamente, per l’esponenziale aumento del flusso veicolare.

Quindi nulla di nuovo, forse, all’orizzonte. Ma, dopo aver constatato di persona quanto accaduto giovedì scorso, abbiamo deciso di fare una riflessione e cercare di capire cosa potrà accadere in futuro. Considerare obsoleta l’autostrada A10 è fin troppo facile: una struttura nata negli anni ’60 quando circolavano Fiat 500, 600, 850 e poco altro senza dimenticare che il trasporto merci su gomma era ridottissimo.

Una strada a due corsie per senso di marcia che, vista l’espansione prevista del mercato automobilistico, è stata poco lungimirante verso il futuro. Immaginate se oggi fosse almeno a tre corsie come cambierebbero i viaggi di chi la usa per lavoro o per andare in vacanza, nonostante i lavori che vengono svolti. Ecco, i lavori: una manutenzione che, a detta dei concessionari da tempo immemore, è la più gravosa ed economicamente più importante, di qualsiasi altra autostrada italiana. Viadotti, gallerie, guard-rail e ovviamente anche asfalti che devono essere controllati e mantenuti costantemente.

A dir la verità e senza voler attaccare nessuno, abbiamo notato come negli ultimi due-tre anni i lavori siano molti di più, proprio dopo il crollo del ponte Morandi e, quanto visto ancora in questi giorni, lascia davvero perplessi. Cinque deviazioni di carreggiata tra Arma di Taggia e Albenga, per un percorso tortuoso e, non dimentichiamo, molto pericoloso. Rallentamenti continui e tempi di percorrenza che si allungano pesantemente per chiunque utilizza la A10, per raggiungere semplicemente Genova o il resto d’Italia.

Abbiamo notato la sostituzione di lunghe porzioni di guard-rail, con nuovi e più imponenti sistemi di protezione: la sicurezza innanzi tutto e ne rendiamo merito al concessionario. Ma, tutto questo va ad inficiarne l’utilizzo. C’è poi il lato sicurezza, come dicevamo: sull’autostrada il 70/80% dei mezzi in circolazione sono pesanti, camion e Tir. Dei bestioni che trasportano merci importanti per tutti noi e che si trovano a viaggiare su quella che, in proporzione, è per loro una ‘stradina’.

In occasione delle deviazioni di carreggiata, quando ci si trova in una galleria a doppio senso, la scarsa sicurezza è palpabile: basta un niente per far finire un mezzo sulla carreggiata opposta e fare una vera e propria strage. E tutto questo torna alla progettazione dell’autostrada, come dicevamo all’inizio. Quelle due corsie per senso di marcia che, se fossero state almeno tre fin dall’inizio, probabilmente non avrebbero fatto lievitare particolarmente il costo a quei tempi. Oggi, invece, sarebbe impensabile implementare una nuova corsia, tenuto conto di viadotti, gallerie e quant’altro.

Insomma dobbiamo farcene una ragione e tenerci l’autostrada ‘Dei Fiori’ così. Almeno fino a quando non ci saranno le macchine volanti di ‘Ritorno al Futuro’ dovremo stare in coda, sorbirci lavori e deviazioni di carreggiata perché se la soluzione sono i tanti piccoli tratti di Aurelia Bis che sono stati costruiti, siamo di fronte a quelli che dalle nostre parti si chiamano ‘tapulli’ e non soluzioni definitive.

Purtroppo, però, la situazione che si vive ormai da anni si riversa economicamente su un altro lato, quello turistico. I villeggianti della riviera ligure di ponente si lamentano da anni di quanto accade in A10 e la concorrenza che arriva da località balneari ormai facilmente raggiungibili in aereo, non sta certo ad aspettare la nostra ‘autostradina’ a due corsie per senso di marcia.

Che dire, cari turisti se non avete più voglia di venire dalle nostre parti avete proprio ragione. Mettetevi nei loro panni, quelli di chi vive nel Nord Italia ed è a pochi chilometri da un aeroporto che, in due/quattro ore di volo, li può portare in luoghi da sogno. Perché dovrebbero mettersi in macchina, fare 6 ore di viaggio (salvo inconvenienti) e scegliere la riviera di Ponente? Non parliamo degli stranieri che, se scelgono l’auto anziché un buon aereo su Nizza devono prendersi qualche giorno in più di ferie per poter fare una vacanza decente.

E il futuro? Secondo gli operatori del settore è sicuramente a tinte fosche e non è certo colpa dell’attuale politica se tutto ciò accade. Anzi, le ultime Amministrazioni regionali e locali hanno cercato di fare il possibile ma, con questa ‘autostradina’ che vede transitare milioni e milioni di Tir e auto sulle ormai leggendarie due corsie per senso di marcia poco si può fare, se non pensare a chi l’ha progettata senza pensare al futuro. Qualcuno dirà: “Ma usiamo il treno!” Lasciamo perdere, questo è un altro argomento ma del tutto simile all’autostradina.

Carlo Alessi

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