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Cronaca | 11 maggio 2021, 08:16

Dieci migranti stipati in due cassoni di Tir spagnoli diretti al confine: uno si sente male, intervento di Croce Bianca e Polstrada

E' accaduto questa mattina all'autogrill di Castellaro. I migranti tentavano il viaggio della speranza, in un momento in cui sembra riproporsi il fenomeno dei profughi nella nostra provincia

Dieci migranti stipati in due cassoni di Tir spagnoli diretti al confine: uno si sente male, intervento di Croce Bianca e Polstrada

Due Tir con targa spagnola carichi di migranti. E’ accaduto questa mattina, nella zona dell’autogrill di Castellaro, dove sono intervenuti i volontari della Croce Bianca di Imperia e gli agenti della Polizia Stradale, su segnalazione dei conducenti.

In totale i migranti erano una decina, stipati in un paio di cassoni dei mezzi diretti oltre confine, in uno dei tanti viaggi clandestini della speranza verso le nazioni del Nord Europa, dove quasi tutti i profughi che arrivano dai ‘barconi’ del Sud, tentano di andare.

Questa mattina l’allarme è scattato perché uno dei migranti si è sentito male. Nulla di grave, per fortuna, ma aveva problemi a respirare e i compagni hanno chiesto aiuto. I conducenti dei due mezzi hanno dato l’allarme e, sul posto, è prontamente intervenuta una pattuglia della Stradale insieme all’ambulanza della Croce Bianca.

Il giovane che lamentava problemi non era, fortunatamente, in gravi condizioni, ma è stato comunque portato in ospedale a scopo precauzionale. Quello di oggi è l’ennesimo episodio che vede sfortunati protagonisti i migranti che, una volta arrivati sul territorio nazionale (soprattutto via mare dalla Libia) tentano i ‘viaggio della speranza’: in treno o stipati e nascosti clandestinamente come oggi.

E, come recitano le cronache nazionali, i viaggi stanno crescendo. Purtroppo la situazione, come ogni anno con l’aumento delle temperature e il miglioramento estivo del meteo, tenderà a peggiorare al confine italo-francese. Il governo transalpino continua a bloccare le frontiere e non ferma le cosiddette ‘riammissioni’, costringendo i profughi a continui tentativi per superare i confini. Ancora ieri l’Unione Europea ha lanciato un monito a tutti i paesi membri, per trovare un accordo di posizionamento dei migranti, per non lasciare sola l’Italia con il problema ben noto a tutti. Chissà se, finalmente, i paesi del vecchio continente si metteranno d’accordo.

Intanto la nostra provincia, ma soprattutto la città di Ventimiglia in quanto di confine con la Francia, si preparano all’estate che, oltre al problema Covid, vedrà la quasi certa recrudescenza del fenomeno migranti, già attualissimo sul territorio. Il tutto senza una vera e propria struttura di accoglienza, visto che chi arriva viene aiutato dalla Caritas, dalla Diocesi e dalle associazioni sul territorio. A sei anni (era giugno del 2015) dall’inizio del fenomeno, poco è cambiato e siamo ancora qui a raccontare episodi come quello di stamattina.

Carlo Alessi

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