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Al Direttore | 15 gennaio 2021, 07:41

Sanremo: lettrice con problemi di deambulazione ci racconta la sua 'avventura' all'ufficio postale

Sanremo: lettrice con problemi di deambulazione ci racconta la sua 'avventura' all'ufficio postale

Una nostra lettrice, Maria Rosa Spiteri, ci ha scritto per fare le sue rimostranze per quanto accadutole il 5 gennaio scorso all’ufficio postale di Sanremo:

“Premetto che ho problemi di deambulazione, quindi prima di spostarmi da casa per recarmi in qualsiasi luogo, telefono sempre prima onde evitare viaggi inutili per me molto faticosi. Martedì 5 gennaio, in pessime condizioni di stabilità motoria, mi sono recata verso le 13.45 all'Ufficio Postale per richiedere l'estratto di ‘Giacenza Media’ del mio conto necessario al rinnovo del modello ISEE. Premetto di essermi telefonicamente informata e, solo dopo l’assenso da parte di una impiegata, decido di uscire di casa. Giunta all'ufficio postale, dopo aver regolarmente preso il mio numero (avevo 42 persone prima di me), per essere tranquilla chiedo ad un operatore se ci fosse uno sportello dedicato per inoltrare la mia specifica richiesta, ma mi risponde frettolosamente che, prima del 15 gennaio, non potevano farlo. Quando tento, invano, di spiegargli che una sua collega mi aveva appena confermato che invece era una procedura fattibile si è visibilmente irritato e mi ha ordinando, urlando, di prendere il numero e di sedermi. Sto zitta e incasso e, dopo quasi un'ora di coda, finalmente giunge il mio turno. Nel frattempo allo sportello dove appare il mio numero si era svolto il cambio turno ed è subentrata una nuova impiegata. Non appena chiedo alla signora ciò che mi serviva, questa mi liquida in modo molto superficiale dicendo che dovevo tornare dopo il 15 gennaio. Io ripeto anche a lei che una loro collega mi aveva dato conferma telefonica e che se voleva le avrei potuto far ascoltare la telefonata ma lei mi risponde che non gliene importa nulla di come lavorano le sue colleghe. A questo punto chiedo di ‘indagare’ e capire quale collega mi avesse dato, secondo lei, un'informazione scorretta e fuorviante, ribadendo la possibilità di ascoltare insieme la telefonata per capire meglio l'accaduto. Ma 'impiegata si rivolge ad un suo collega e con un ‘ghigno’ mi risponde ‘anche volendo non ho linea’. Io le chiedo poi, con gentilezza, quale fosse la vera ragione per cui non mi rilasciassero quel documento, ma lei con tono strafottente, maleducato e calpestando la mia dignità mi risponde ‘Ha capito o no che non ho linea’! Dopo aver nuovamente ignorato la mia legittima richiesta mi sono alterata alquanto e ho, purtroppo, iniziato ad agitarmi. Tra la mascherina, l'ira, l'offesa e la reale fatica a stare per così tanto tempo in posizione eretta, ho avuto un malessere ma l'operatore presente in cassa non mi prestato alcuna assistenza e il documento non mi è stato rilasciato”.

Carlo Alessi

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