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Cronaca | 22 ottobre 2020, 07:12

Alluvione a Riva Ligure: scatta la messa in sicurezza alla foce del torrente Argentina e sui rii minori

624.600 euro, ecco a quanto ammontano gli interventi indicati dal Comune di Riva Ligure dopo il passaggio dell’alluvione del 2 - 3 ottobre.

Alluvione a Riva Ligure: scatta la messa in sicurezza alla foce del torrente Argentina e sui rii minori

624.600 euro, ecco a quanto ammontano gli interventi in somma urgenza indicati dal Comune di Riva Ligure dopo il passaggio dell’alluvione del 2 - 3 ottobre. Si tratta di lavori che riguardano la mitigazione del rischio idraulico rispetto ai corsi d’acqua che passano sul territorio comunale. 

Un’attività complessa che ha visto impegnati il sindaco Giorgio Giuffra e l’assessore al Demanio Fluviale e Marittimo, Francesco Benza. La parte più cospicua degli interventi riguarda il torrente Argentina

Alla foce del corso d’acqua il Comune di Riva Ligure ha previsto due importanti lavori per un totale di 439.600 euro. Entrambi sono già in corso e dureranno almeno due mesi. Il primo riguarda il tratto tra il ponte della pista ciclabile e il mare: la ditta Diurno, sta dragando il letto del torrente per eliminare il materiale in eccesso. La seconda opera interessa il tratto a monte, tra il ponte della ciclabile e quello dell’Aurelia: la ditta Mico Scavi sta procedendo all’eliminazione del materiale accumulatosi e soprattutto alla riprofilatura delle arginature. 

Questo è sicuramente l’intervento principale che stiamo effettuando per andare a mitigare il rischio idrogeologico e quindi a mettere in sicurezza l’area fociva. In questa fase era prioritario intervenire in questo punto per andare ad evitare un aggravio della situazione in caso di un’ulteriore piena, con il serio rischio di avere un'esondazione ancora più pericolosa su regione Prati - sottolineano Giuffra e Benza - Come comune abbiamo puntato prima di tutto sulla messa in sicurezza dei nostri corsi d’acqua. Infatti, quanto prima andremo ad intervenire in modo analogo sui rii minori”. 

A questo proposito, tra le somme urgenze ci sono due interventi, da 50mila euro ciascuno, per il rio Giarello e il rio Caravello. La ditta Edilfera procederà alla disostruzione di entrambi i rii invasi dal legname portato a valle e accumulatosi alla foce. Infine, verrà effettuata un’opera di pulizia e liberazione dalla legna e dai detriti anche sul rio Santa Caterina dove si interverrà per 85mila euro

Tutta la legna raccolta verrà stoccata in un’area che a breve indicherò attraverso apposita ordinanza, questo in attesa di comprendere se i provvedimenti per lo ‘Stato d’Emergenza’ offriranno indicazioni sullo smaltimento. Pertanto attendiamo ulteriori sviluppi, attenendoci ovviamente a quelle che saranno le disposizioni regionali. - puntualizzano Giuffra e Benza - Discorso diverso, invece, per il materiale che in queste ore viene dragato alla foce del torrente Argentina. In una seconda fase, stiamo valutando, previa analisi, se ci sia la possibilità di recuperare qualcosa da destinare al ripascimento della nostra costa che è stata già messa a dura prova dall’ultimo evento meteoavverso”. 

L’Argentina rimane il sorvegliato speciale. In particolare l’amministrazione rivese guarda con attenzione al ponte dove oggi passa la pista ciclabile. “Partiamo da un concetto, la messa in sicurezza del tratto focivo del Torrente Argentina è una sfida per tutti e tutti dobbiamo dare una mano. I fenomeni meteorologici vanno accentuandosi: ne sono testimoni raffiche di vento sempre più veementi, piogge sempre più intense, forza del mare sempre più impetuosa. Da parte nostra insistiamo: in questo stato di difficoltà che ormai si perpetua ad ogni ondata di maltempo, serve una soluzione definitiva” - proseguono. 



L’abbattimento del ponte tuttavia sembra non essere prioritario. “Servono studi approfonditi che consentano di redigere una progettazione esecutiva, non discussioni da bar e polemiche da social. È evidente a tutti che sia necessario un decisivo cambio di passo per uscire definitivamente dalla logica emergenziale, consentendoci di pulire preventivamente l’alveo rimuovendo accumuli di ghiaia od eccessi di vegetazioni, ma soprattutto, dopo aver proceduto all’aggiornamento del piano di bacino risalente ai primi anni 2000, approntando un elenco preciso di interventi strutturali per disinnescare o limitare il rischio di esondazione. - concludono il sindaco Giorgio Giuffra e l'assessore Francesco Benza - A quel punto e solo a quel punto, qualora all’interno di questo stesso elenco dovesse trovare spazio la sostituzione dell’attuale ponte della Pista Ciclabile ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, discuteremo e ragioneremo senza pregiudizi di sorta sull’argomento specifico. Perché, d’altronde, chi sa e non provvede non solo è responsabile delle conseguenze, ma è anche colpevole”. 

Stefano Michero

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