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Politica | 24 luglio 2020, 09:47

Sanremo: terremoto in casa Pd, Mario Robaldo lascia il partito “No a decisioni calate dall'alto da Genova e Roma”

Non cambierà la sua posizione in consiglio comunale, resterà in maggioranza o come indipendente nel Pd o come Gruppo Misto

Mario Robaldo

Mario Robaldo

Clamoroso scossone nel Partito Democratico matuziano. Mario Robaldo, colonna dei 'dem' locali, lascia il partito dopo esserne stato uno dei fondatori a livello locale.

Sono stato nel Pd dal primo minuto - ci dice pochi minuti dopo l'ufficialità della sua decisione - sono stato eletto con la lista di Veltroni alle prime primarie dopo l'esperienza con l'Ulivo, ho fatto parte del primo comitato provinciale del Pd e sono stato primo segretario cittadino, riconfermato per due volte. Ho anche fatto parte della prima assemblea nazionale. Mi sono molto impegnato e sono arrabbiato per come sono andate le cose, dalle primarie a non sapere più niente e avere decisioni che arrivano da Genova o da Roma. Devono pensare che qui hanno una città come Sanremo che è governata anche dal Pd, una delle poche rimaste in Liguria”.

Ho deciso di uscire dal Partito Democratico nel quale ho militato fin dal primo minuto della sua nascita - scrive Robaldo in una nota stampa - le motivazioni hanno origine dagli ultimi avvenimenti legati alle elezioni regionali e portate avanti unilateralmente dai vertici del partito. Ritengo che le modalità che hanno portato alla scelta del candidato Sansa, non abbiano nulla di democratico e progressista, valori di cui il partito si è sempre fatto vanto e ha posto le fondamenta della propria politica. Siamo passati dalle primarie che ci hanno sempre contraddistinto e visto nelle piazze, ai caminetti nascosti nelle segrete stanze. Mi sembra quantomeno assurdo, affidare la guida della regione, appoggiandolo come partito, a chi non ha mai ritenuto di entrarvi e in più, per anni, ne ha fatto un proprio bersaglio su articoli giornalistici e perfino su libri, ed in particolare contro il PD di Sanremo ed alcuni suoi esponenti. Il gesto vuole portare all’attenzione dei vertici del partito una situazione quanto meno assurda; il modo con cui si sono perpetuate per mesi le operazioni per arrivare ad un accordo, scavalcando a piè pari tutta la base che ha sempre creduto e lavorato per il PD, mi sembra scorretto e privo di ogni rispetto per i nostri iscritti e simpatizzanti. Se non si poteva pensare a vere e proprie primarie, visto i tempi e soprattutto il problema covid, si poteva certamente trovare un modo, ad esempio una riunione come quella di ieri sera riunita a cose fatte e per convincermi a desistere dalla mia decisione, per condividere le problematiche e coinvolgere la base nelle scelte. Con questo gesto voglio portare l'attenzione verso il Partito Democratico di Sanremo, una delle poche città rimaste in Liguria e, sicuramente nel ponente ligure, con il PD ad amministrare. Mi rivolgo anche al partito provinciale, assente anch’esso in questo frangente e negli ultimi tempi, per quanto riguarda i problemi che Sanremo sta affrontando, Aurelia Bis, reparti dell’ospedale che vanno via e non ritornano (le nascite fra due anni?), Amaie e Rivieracqua, RT, pista ciclopedonale, problema rifiuti. Ritengo che il poco riguardo, anzi, l’assoluta mancanza di attenzione verso un partito locale che ha sempre tenuto alta la nostra bandiera e ha contribuito al miglioramento della nostra città, difendendo i nostri valori, meriti un’azione forte che vuole avere lo scopo di far tornare sui propri passi un partito che ha perso, secondo me, la propria vocazione di centro sinistra aperto e con lo sguardo rivolto al futuro. Le posizioni prese e soprattutto i metodi con i quali si è arrivati alla candidatura di Sansa, fanno pensare ad un ritorno al passato, che poco ha a che fare con il progressismo che ha unito tante anime 12 anni fa attorno ad una bandiera che ha l’ulivo al centro e io non mi ci ritrovo più”.

“Voglio chiarire che nella mia decisione non c’entra il PD di Sanremo, dove ho incontrato amici con i quali ho lavorato al fianco per anni, nei gazebo delle primarie, nella festa democratica e nelle tante iniziative sul territorio di Sanremo, amici per i quali spero che la mia iniziativa serva a portargli una maggior attenzione e rispetto da parte dei vertici del partito - conclude Robaldo - adesso dovrò decidere col mio gruppo consigliare in che modo pormi all’interno della maggioranza che, ovviamente, continuerò ad appoggiare per onorare l’impegno preso con i miei elettori, quelli del PD e i molti che mi hanno votato per amicizia e stima al di fuori di esso”.

Pietro Zampedroni

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