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Attualità | 04 luglio 2020, 07:14

Imperia, in Asl 1 'modello virtuoso' per i diritti delle donne: nessuna criticità durante l'emergenza covid per le interruzioni di gravidanza

Nonostante i mesi appena trascorsi siano stati molto 'difficili' per la sanità 27 donne su 27 hanno potuto praticarla. Il primario Bracco: "Non ci siamo mai fermati in ogni attività. Nessun cambiamento nell'applicazione della legge 194"

Imperia, in Asl 1 'modello virtuoso' per i diritti delle donne: nessuna criticità durante l'emergenza covid per le interruzioni di gravidanza

Nonostante l’emergenza dovuta al contagio da coronavirus, che ha visto la sanità italiana messa a dura prova, l’Asl 1 imperiese ha scritto un’ottima pagina sul fronte non solo dei servizi offerti, ma anche su quella del rispetto dei diritti e della tutela delle donne.

Se in diverse regioni si sono registrate molte difficoltà a praticare l’interruzione di gravidanza durante i mesi del lockdown, da Imperia- così come in tutta la Liguria- arriva un modello “virtuoso” che ha lavorato senza sosta e in silenzio, senza clamori mediatici, ma solo con spirito di servizio. Il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio cittadino, diretto dal dottor Pierluigi Bracco, non ha mai smesso di operare e assistere i propri pazienti e tra questi anche le donne che hanno deciso di abortire. Nel periodo compreso tra il 3 marzo e il 14 aprile, ossia i mesi dove la Nazione era di fatto “paralizzata” a causa della quarantena e gli accessi alle strutture sanitarie erano contingentati, all’ospedale cittadino 27 donne che ne hanno fatto richiesta hanno potuto interrompere la loro gravidanza. Nello specifico 19 sono state le procedure chirurgiche e otto invece, quelle farmacologiche eseguite al proprio domicilio dopo la prescrizione e il consulto medica. Tra marzo e maggio poi, tre sono stati gli aborti terapeutici, a causa di patologie fetali, praticati.

“L’ostetricia in generale, ci spiega il dottor Bracco, non si è mai fermata e  come sempre, non c'è stato alcun cambiamento nell'applicazione della legge 194. Chiunque ha deciso di praticare l’interruzione di gravidanza, anche se eravamo in piena emergenza covid, l’ha potuta fare. Non abbiamo quindi, registrato alcuna criticità né ci sono state segnalate da parte dell’Urp o dai consultori quindi posso dire che abbiamo operato nel pieno rispetto delle procedure e quindi anche su questo fronte il nostro modello è stato virtuoso”, dice soddisfatto il primario.

Lo stesso Ministero della Sanità, con apposita circolare del 31 marzo scorso, ha infatti disposto come attività “non procrastinabili sia ambulatoriale che di ricovero”, tutte quelle programmate in ambito oncologico, quelle volte alla tutela della salute materno-infantile e quelle in ambito ginecologico e tra queste anche le interruzioni volontarie di gravidanza. “Dall’inizio dell’anno, continua dottor Bracco, 118 sono state le interruzioni volontarie di gravidanza registrate ad Imperia e il 22% sono avvenute attraverso la terapia farmacologia. Posso dire con certezza che nella nostra provincia non ci sono problematiche ad eseguirla. Chi compie questa scelta, che ricordiamolo è delicata e sofferta, non incontra criticità, il percorso è delineato e disciplinato e vengono rispettati in pieno i dettami della legge e le procedure sanitarie”.

Il reparto di ostetricia e ginecologia di Imperia è il secondo reparto, per servizi e risultati, della Liguria, “un reparto modello- lo definisce fiero il dottor Bracco- su cui la Regione ha investito molto ed in particolare l’assessorato alla sanità diretto da Sonia Viale"; un reparto che conta di 36 ostetriche, di cui una coordinatrice ossia Ivana Ferrari, 13 medici- di cui solo 5 obiettori di coscienza- e il primario. In particolare la dottoressa Carmela Ferrari è la coordinatrice delle interruzioni di gravidanza di cui si occupano anche le dottoresse Juliana Sema, Erica Pacella e Mariangela Mozzo. 

In molte regioni italiane abortire non è facile. Tra burocrazia e medici che sono obiettori di coscienza per molte donne diventa davvero complicato e in alcuni casi anche “impossibile”. “In Asl 1 questo non succede- precisa il primario Bracco- e posso estendere questa affermazione anche all’intero territorio regionale. Non ci sono infatti, evidenze in tal senso; anche se ci sono medici-obiettori ciò non vuol dire che la paziente non viene assistita. Non viene eseguito materialmente l’intervento, ma tutte le altre attività che riguardano la salute, la terapia e le cure, vengono prestate come è giusto e doveroso che sia. Nel nostro reparto poi, su un organico di 14 medici solo 5 sono obiettori e la proporzione è quindi minima”.

Ad Imperia, come nel resto della Regione e come dovrebbe essere ovunque, per praticare l'interruzione di gravidanza ci vogliono dai 10 ai 15 giorni al massimo. Una volta che la donna chiede il consulto, così come prevede la legge, si attende una settimana affinchè all'esito delle informazioni ricevute la scelta possa essere compiuta nel pieno della consapevolezza. In seguito se la donna è determinata a fare questo passo si prenota l'intervento in day hospital. Una procedura che in questo periodo di emergenza covid ha visto rispettare anche questo tipo di protocolli ossia tampone, test sierologico e sicurezza su ogni fronte.

Angela Panzera

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