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Attualità | 10 aprile 2020, 07:21

L'esame di maturità e la scuola ai tempi del Coronavirus, ne parliamo con una studentessa di Sanremo

Il mondo dell'istruzione visto da Syria Raimondo, studentessa del Liceo G.D. Cassini di Sanremo.

Syria Raimondo, studentessa del Liceo G.D. Cassini di Sanremo

Syria Raimondo, studentessa del Liceo G.D. Cassini di Sanremo

La scuola e la maturità cambiano ai tempi del Coronavirus. Ne abbiamo parlato con Syria Raimondo, studentessa all'ultimo anno del Liceo G.D. Cassini di Sanremo. Tra poche settimane, a giugno dovrà affrontare l'esame finale.

Oggi sappiamo che non si tornerà a far lezione in classe prima di settembre e quindi si procederà con la didattica a distanza. Non essendoci le condizioni per rientrare a scuola né a maggio né a giugno, tutto lascia intendere che anche l'esame di maturità sarà diverso: addio alle prove scritte e spazio alla sola prova orale. Tanti cambiamenti che in queste settimane hanno stravolto il concetto stesso di scuola. 

Abbiamo affrontato il tema con una studentessa prossima alla maturità per comprendere come sia cambiato il suo rapporto e quello di altri suoi compagni di classe con il mondo dell’istruzione. 

Come pensi che sarà l’esame di maturità? “Pare che si svolgerà online non è ancora ben chiaro. Avrei preferito le prove scritte ma ci adatteremo alla situazione". 

Come vi siete trovati con la didattica a distanza? "Noi svolgiamo lezione online  al mattino e qualche volta al pomeriggio a seconda delle esigenze, sula piattaforma di google con i nostri professori. Siamo  partiti quasi subito in vista della maturità. Quando abbiamo visto che il rientro non sarebbe stato immediato, abbiamo cominciato e devo dire che comunque non è la stessa cosa ma è positivo poter seguire le lezioni da casa. Abbiamo seguito sempre tutti, in vista dell’esame era la cosa migliore da fare”.

Sarà un esame con un colloquio ma senza prove scritte, che cosa ne pensi? “Avrei preferito un esame in una situazione migliore, un esame classico. In parte sono un po’ dispiaciuta. L’orale è solo una parte e non sappiamo come verrà gestito il punteggio però mi spiace non fare l’esame classico. Spero, visto che è prevista  una commissione interna che venga compreso che studiare da casa non è come seguire le lezioni in classe. Più che un’aspettativa penso sia una certezza. Conosco i miei professori e si sono dimostrati perfettamente coscienti della situazione in cui ci troviamo, quindi non vedo troppi problemi. Sono abbastanza tranquilla”.

Ti manca andare a scuola? “Mi manca eccome. Non siamo sempre stati una classe molto unita invece, quest’anno, in questa situazione li sento molto amici, li sento spesso e ci vediamo qualche volta in videochiamata e devo dire che vederli e vedere i miei professori o seguire una lezione dietro un banco mi manca tantissimo”. 

Come valuti l’esperienza al Cassini e come pensi che dovrebbe essere la scuola per gli alunni da settembre. “In questi 5 anni al Cassini mi sono trovata bene. In questo momento in cui i professori sono entrati nelle case degli studenti, vedendo che non tutti hanno lo spazio per stare da soli o i mezzi da sfruttare perchè li devono condividere in famiglia, possano anche tenere conto di questa cosa. Non ho visto distacchi da parte del corpo docente. Ci siamo trovati tutti un po’ in difficoltà”.

Da settembre dove andrai a studiare e come pensi che sarà il passaggio all’università? “Andrò a Pavia a studiare in ambito umanistico. Vivere in un altro posto sarà una sfida, un nuovo viaggio da affrontare per l’indipendenza che dovrò imparare a gestire e per il metodo di studio che dovrò sicuramente migliorare per preparare gli esami che sono diversi. Ho contatti con alcuni amici già all’università. I pendolari si trovano meglio a seguire le lezioni da casa, chi vive lontano si trova in difficoltà. Anche lì si sono organizzati e e si sono adattati alla situazione”.

Stefano Michero

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