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Ventimiglia Vallecrosia Bordighera | 21 febbraio 2020, 08:51

Marco Damele e il suo "Biodiversità Tour": per parlare di piante clandestine, cambiamenti climatici e futuro del comparto agro-floricolo del Ponente Ligure

Il tour 'Impara a coltivare e salverai il pianeta' sarà un viaggio nei ricordi dell'autore che ripercorrerà la sua esperienza e visione del mondo agricolo.

Marco Damele e il suo "Biodiversità Tour": per parlare di piante clandestine, cambiamenti climatici e futuro del comparto agro-floricolo del Ponente Ligure

Dopo il successo del 'Biodiversità Tour 2017, 2018 e 2019' che ha permesso di far conoscere e apprezzare la cipolla egiziana in tutta Italia; Marco Damele presenterà anche per il 2020 un nuovo ciclo di presentazioni prendendo spunto dall'ultimo libro pubblicato dalla Edizioni Zem 'Breviario di agricoltura, biodiversità e tradizioni contadine'. Un tour che porterà Damele ad esibirsi in pubblico nelle librerie, teatri, scuole, fiere ma anche, ed è questa la novità di quest'anno, ristoranti, trattorie e hotel.

Il tour 'Impara a coltivare e salverai il pianeta' sarà un viaggio nei ricordi dell'autore che ripercorrerà la sua esperienza e visione del mondo agricolo. Dagli studi di agraria al quinquennio di presidenza alla guida dei giovani agricoltori, dalla riscoperta delle antiche varietà orticole alla tutela della biodiversità. Il tutto raccontato attraverso aneddoti, riflessioni, ricette e considerazioni sull'abbandono delle campagne, la migrazione dei popoli,  la cementificazione selvaggia, i cambiamenti climatici e le prospettive di un futuro, quello agricolo per molti in crisi.

Tecnologia, meccanizzazione, burocrazia, informatica, chimica sono diventati i nostri nuovi dei. Ogni giorno attraversiamo una continua fase di evoluzione e di miglioramento della condizione umana. Ogni giorno tendiamo a puntare alla modernità, ma la tecnica non deve assolutamente sostituire la tradizionale qualità che si è affermata attraverso i secoli e che ha fatto conoscere ed amare i nostri prodotti in tutto il mondo. Moderno e primitivo non sono stadi diversi della nostra crescita agricola, ma rappresentano due facce della stessa medaglia.

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