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Politica | 30 luglio 2017, 07:21

Comune di Triora ed il Consorzio Forestale Alpi Liguri, bagarre in consiglio comunale e dure accuse dall'opposizione al sindaco

Il risultato? I dati resi pubblici dall'opposizione andranno verificati. Sono gli stessi consiglieri di maggioranza e volerci vedere chiaro.

Comune di Triora ed il Consorzio Forestale Alpi Liguri, bagarre in consiglio comunale e dure accuse dall'opposizione al sindaco

Il rapporto tra il Comune di Triora ed il Consorzio Forestale Alpi Liguri sarà oggetto di approfondimenti da parte della maggioranza. Toni davvero accesi nell'ultimo consiglio comunale dove in un valzer di reciproci scambi d'accuse si è ampiamente discusso del piano di assestamento. Che cos'è? Si tratta di un documento che serve a tracciare un'analisi della foresta e gli interventi da attuare da qui a 10 anni. Un elemento davvero importante per il piccolo borgo, considerando il patrimonio verde presente nei suoi confini. Il piano doveva essere attuato dal Consorzio ma qualcosa ha reso necessario uno stop all'iter.

Per la minoranza c'è qualcosa di poco chiaro
nel ruolo del Consorzio e nei rapporti con il Comune. Per il capogruppo Massimo Di Fazio, dai documenti in suo possesso, il consorzio proporrebbe azioni in gergo chiamate frazionamento artificioso, una ipotesi che se confermata sarebbe illegale. Il condizionale in questo caso è d'obbligo. 

Uno dei campanelli d'allarme per l’opposizione è stato anche il rifiuto della proposta avanzata dal Consorzio per la realizzazione del piano, perchè non attuabile economicamente. Di Fazio, assistito dai consiglieri del suo schieramento Giovanni Nicosia e Vanna Ferraironi, ha ripercorso l'intera cronistoria inerente al piano di assestamento. Nel novembre 2015 il Comune ha ricevuto la proposta di una società che offriva di redigere a sue spese il piano, in cambio delle gestione di quei terreni comunali. Oggi sappiamo che questo documento comporterà una spesa di circa 173mila euro. All'epoca, il Comune rifiutò l'offerta che arrivava proprio da Di Fazio, motivandola con l'intenzione di entrare a fare parte di un Consorzio, quello attuale.

Triora è stato uno dei comuni fondatori ed il sindaco non è minimamente intenzionato ad abbandonare questo organo consortile, che oggi conta numerosi comuni al suo interno ed anche diversi privati. Questo aspetto dello statuto ha creato un vero e proprio putiferio in consiglio perchè secondo quanto analizzato da Di Fazio c'è un rischio concreto che il Comune possa essere messo facilmente in minoranza nelle decisioni, proprio dai privati. Questo sarebbe possibile attraverso un sistema basato su un diverso rapporto di numero di voti spendibili tra pubblico e privato, in base alla superficie di terreni a disposizione.

“Ad esempio, il comune di Triora conferisce 300 ettari e avrebbe diritto a tre voti. Quattro soggetti privati ognuno con 2 mq, in totale 8 mq, avrebbero diritto a 4 voti. Quindi, (rivolgendosi al sindaco ndr) è normale che vi mettano in minoranza. Lei ha creato un danno ed è stato negligente perchè né lei e soprattutto Cristian Alberti che lavora in questo ambito, vi siete accorti di questo errore. - denuncia Di Fazio - Voi avete firmato uno statuto con enti che valgono zero, sarete sempre in minoranza”.  Gli fa eco la consigliere Ferraironi “O tutti i tuoi ex consiglieri erano disattenti o se ne fregano del futuro di Triora. Il Comune deve venire prima rispetto al privato”.

Il sindaco Angelo Lanteri ha replicato: “Questa ipotesi la sta facendo lei. Al momento ci sono 3 privati e il doppio dei comuni. Questo statuto può avere qualche errore e se ci saranno situazioni particolari si potrà valutare il cambio. Il consorzio ha come scopi la valorizzazione e tutela dell'ambiente, anche sotto un profilo turistico. L'amministrazione ha creduto in questa nuova opportunità che sarebbe stato difficile da valorizzare con le sole forze locali. Abbiamo pensato al Consorzio come risposta alle nostre esigenze”.

“Siamo sempre convinti della bontà del Consorzio ma abbiamo avuto perplessità sul piano di assestamento. - precisa il primo cittadino - Non intendiamo affidare al consorzio la domanda. Perchè il piano prevede 173mila euro di spese, una parte rimborsati con fondi PSR ma con un'anticipazione di cassa per il comune di circa 80mila euro. Una spesa che non ci possiamo permettere”.

“Voi avete deciso per ora di non fare un piano assestamento. Nel novembre 2015 c'era una società disposta a fare il piano a sue spese senza oneri di alcun tipo. Il Comune cosa ha perso? Opportunità. Ha dato un calcio ad una società che voleva dare una possibilità economica ai nostri giovani” - risponde Di Fazio.

Il consigliere di maggioranza Cristian Alberti precisa: “Occorre comunque fare un bando ad evidenza pubblica tanto con il pubblico quanto con il privato”. Il sindaco ricorda “Eravamo più interessati al Consorzio che al singolo. Non volevamo concedere questa possibilità alla Società Brigasca. Non potevamo e volevamo accogliere la sua domanda (rivolgendosi a Di Fazio ndr)”.

Ed il capogruppo di minoranza rincara: “Se c'era da fare una cooperativa si poteva fare. Bastava sedersi ad un tavolo e fare un bando per dare in concessione i terreni. Si poteva fare qualsiasi cosa. Noi anticipavamo il denaro che la regione ci avrebbe dato. Con un'opportunità del genere un altro comune si sarebbe mosso per aiutare. Lei (il sindaco) ha creato un danno al comune di 173mila euro. Si assuma questa responsabilità”

“Il comune di Triora vive anche senza il piano di assestamento. Non possiamo permettercelo. Ci siamo trovati con delle difficoltà e adesso vedremo. - ammette il sindaco - Nel caso in cui non si faccia il piano vogliamo rimanere nel Consorzio”.

“I nostri ragazzi sono a spasso e se ne andranno via perchè non sanno dove lavorare. Un sindaco deve vedere il bene del suo paese. Non si doveva dare ad una persona. Con che denaro farà il piano? - chiede Di Fazio al sindaco - Quando si fa il piano di assestamento, il PSR va anticipato. Il consorzio non ha un euro. Lei mi dice che non ne ha. Cosa farà adesso?”.

Poi Alberti annuncia che sulla scorta di una possibile spesa massima di 40mila euro da destinare al Piano, si potrebbe attuare una procedura: “Si vuole dare l'incarico per il Piano come Comune. Prima bisogna individuare aree prioritarie con maggiore e minore interesse. Quindi incaricare tecnico che le individui. Su quelle aree fare un piano di assestamento. E a quel punto avviare una procedura ad evidenza pubblica”.

“Il 4 settembre scadrà il bando per la riqualificazione ambientale.
- ricorda ancora Di Fazio - Il Consorzio non aderisce perchè non ha i soldi, quindi cosa fa? Chiama il comune, perchè la realtà è che il Consorzio lo devi sovvenzionare tu, comune. La Liguria ha aperto una linea da 312milioni di euro per questo comparto, di cui 38milioni solo per la foresta. Un bando di manifestazione d'interesse, che potrebbe coinvolgere molte aziende locali. Si potrebbero rivalutare boschi e foreste per farli diventare un'indotto nelle casse del comune”.

A rompere gli equilibri nella sala consigliare la domanda provocatoria fatta dalla minoranza ai consiglieri del sindaco Lanteri. “Vi chiedo se siete d'accordo con quanto vi abbiamo detto?”. A quel punto anche tra le fila dell'amministrazione qualcosa si è mosso. Nessuno è stato in grado di smentire l'opposizione, confermando che c'erano diversi aspetti da approfondire. La minoranza ha ottenuto che le informazioni portate nell'assise vengano valutate da un tecnico con l'incarico di confermare o smentire questo quadro. La questione per il momento è soltanto rimandata. 

Stefano Michero

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