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Attualità | 13 novembre 2016, 14:44

Sanremo: le vittime dell’eccidio nazifascista di San Romolo del '44 ricordate oggi dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Sanremo: le vittime dell’eccidio nazifascista di San Romolo del '44 ricordate oggi dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sez. di Sanremo – comunica che oggi, domenica 13 novembre 2016 alle ore 10.30 ha ricordato le vittime dell’eccidio nazifascista di San Romolo, avvenuto il 15/11/1944.

"Il triste episodio – spiega la Presidente della sezione Amelia Narciso – avvenne durante uno dei rastrellamenti più drammatici che la nostra città dovette subire, durante il quale vennero uccisi il giovane comandante delle Brigate cittadine, Aldo Baggioli (Cichito), Giobatta Giordano (Gin), Giobatta Piombo (Piemonte), Aldo Pettenati, Giobatta Buschiazzo (Cicin). La violenza nazi fascista si accanì anche contro alcuni giovani lavoratori della funivia, tra cui alcuni padri di famiglia che furono presi prigionieri e portati via: i loro corpi martoriati dalle torture vennero gettati in mare che, a distanza di mesi, restituì solo alcuni poveri resti: così morirono Bombardieri Mario, Luison Carlo, Maintonio Luigi, Negro Antonio. Con loro venne fucilato a Santa Tecla, dopo torture, Giobatta Semeria e, dopo due giorni, anche l’ostaggio politico Bonfante Pietro. Nella lapide posta nel porticato della chiesa di San Romolo è iscritto anche il nome di un’altra vittima della violenza nazifascista: Giobatta Zunino, ex carabiniere Partigiano, che fu ucciso nel mese di luglio 1944.

Dopo una sosta presso la lapide dedicata ai  tre giovani uccisi in località San Giacomo, e dopo la S.Messa nella chiesa di San Romolo, dopo i ringraziamenti alle numerose Associazioni presenti alla cerimonia e a tutti gli intervenuti da parte della Presidente della sezione, dopo l’orazione della rappresentante del Comune, la Consigliera Giovanna Negro, la commemorazione  è stata tenuta dal Prof. Pino Pannuti, del Direttivo della sezione ANPI 'G. Cristiano Pesavento'. A seguire è intervenuto Luigi Sciolè, all’epoca dei fatti bambino di dieci anni, che ha ricordato con profonda commozione sua e di tutti i presenti, le vicende di cui fu diretto testimone, evidenziando con la emozione profonda che tali vicende ancora agitano il suo e i  nostri cuori l’orrore della guerra reale, delle tragedie che purtroppo sono condannati a vivere, ancora oggi, molti popoli e molti giovani, come toccò a lui bambino”. 

C.S.

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