Esce oggi l'ultimo libro di Fabrizio Prisco, salernitano, ma sanremese di adozione, da quanto nel 2007 si trasferì a Sanremo per insegnare. Un libro dedicato ai grandi eroi dello sport, quelli che ne hanno fatto la storia, ma anche l'occasione per ringraziare quella piccola parte di città che da qualche anno ormai è diventata la sua casa, la Pigna. Questo grazie alla storia di Armando, allenatore e calciatore, uno dei migliori liberi della storia del calcio italiano che, anche se forse non tutti lo ricordano, morì proprio a Sanremo nel 1971.
Campioni per sempre è un’antologia di quindici racconti dedicata agli eroi del calcio scomparsi tragicamente che hanno lasciato un segno nel cuore dei tifosi e che ancora oggi vengono ricordati non solo per quello che hanno vinto in campo, ma anche per il carisma ed il rigore morale.
Nelle storie si parla di autentiche bandiere, oltre ad Armando Picchi, si potranno leggere quelle di Gigi Meroni, Gaetano Scirea, Agostino Di Bartolomei e Gianluca Signorini, di squadre epiche come il Wunderteam di Sindelar, il Grande Torino, l’Inter del Mago, la Lazio di Chinaglia, la Juve del Trap, la Roma di Liedholm e il Napoli di Maradona, di miti di provincia come Renato Curi, Erasmo Iacovone, Denis Bergamini e Catello Mari, di guerra e pace, di SLA e di doping, di vittorie esaltanti e di dolorose sconfitte.
La prefazione è di Roberto Beccantini, le illustrazioni sono state realizzate dal giovane artista di Arma di Taggia Marco Manni, studente di Grafica e Illustrazione dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo.
Questo libro vuole partire proprio dagli attimi per tratteggiare le gesta di alcune leggende del nostro tempo. Attimi indimenticabili di un match che ha fatto epoca, attimi noti e meno noti attraverso i quali si può respirare l’odore umido dell’erba o quello canforato degli spogliatoi, attimi di vita quotidiana dove la realtà si confonde con la fantasia, dove il pensiero e l’azione si mescolano in un singolo episodio e dove il lettore si immedesima nelle vicende fino a diventare il deus ex machina e il motore della narrazione, manipolando eventi e flashback sull’onda lunga dell’emozione e del sentimento.
“L’idea di mettere insieme una serie di racconti di narrativa con il football sullo sfondo mi frullava in testa da un bel po’ - racconta Fabrizio Prisco - prima di trovare il filo che unisse i protagonisti ho letto di tutto. Per affinare lo stile sono partito dai ritratti sudamericani di Osvaldo Soriano: tango argentino e pura passione, il calcio selvaggio, povero e polveroso della Patagonia, quello coloratissimo e viscerale della Boca, quello elegante e aristocratico del River.
Un calcio di atleti improbabili, oscuri portieri, arbitri stralunati e allenatori in pensione. Perché sono così le storie del maestro Soriano: risate e pianti, pene ed esaltazioni. Poi ho ripreso dagli scaffali della mia libreria autori come Remarque, Levi, Calvino, Vazquez Montalbàn. Solo quando mi sono sentito pronto, sono passato a consultare i classici saggi calcistici. Ho viaggiato un anno e mezzo in giro per l’Italia in cerca di ispirazione, ho visitato i musei del Genoa e del Toro e la mostra Football Heroes organizzata nel 2015 a Milano in San Babila. Toccare con mano cimeli come la valigia di Mazzola rinvenuta a Superga sul luogo dello schianto, la cornetta di ottone di Bolmida, le insegne del Filadelfia, la Balilla di Meroni, le maglie di Signorini e di Scirea mi è servito per aggiungere elementi realistici alla mia fantasia.”
I racconti non sono delle semplici biografie. Il vero, il verosimile e il falso si fondono negli aneddoti, nei dialoghi e nelle ricostruzioni romanzate. Il filo conduttore di ogni storia è l’amore. L’amore incondizionato per un calcio che non esiste più, per lo sport pulito e per la parola che, come ci hanno insegnato i maestri Arpino, Brera, Galeano e Soriano, diventa letteratura anche grazie ad una finta di corpo, un gol all’incrocio o un colpo di reni. Perché quando solo il fato riesce a sconfiggere un atleta, questi acquisisce all’istante il lasciapassare per l’immortalità e si conferma campione. Per sempre.
Nato nel 1978 a Salerno, Fabrizio Prisco è Laureato in Lettere Moderne nel 2000 all’Università di Salerno, dal settembre 2007 vive e insegna a Sanremo.















