Si è svolta ieri mattina la visita di Franco Perlasca, figlio di Giorgio, a Diano San Pietro per ammirare il bassorilievo in onore del padre che l'artista Nives Bonavera ha realizzato lo scorso anno in occasione del giorno della memoria.
Il "giusto" Perlasca un italiano coraggioso che, nel 1944/45 a Budapest fingendosi console spagnolo, riuscì a salvare migliaia di ebrei da morte certa, con il suo attivismo spontaneo e umanitario, viene ricordato come un uomo qualunque che si è speso per gli altri.
Alla presenza delle Consigliere Nives Bonavera e Lorena Pissarello, del fotografo Roberto Prina Antonucci, curatore del video-servizio sulla scoperta della “vicenda Perlasca” basato sul diario dell’eroe, l'On Rainisio, Zefferino Ardissone e Delio Gastaldi, rappresentanti delle associazioni storiche locali, si è amabilmente conversato con Franco Perlasca accompagnato dalla moglie Luciana Amadio.
Si è parlato delle tantissime iniziative della Fondazione Perlasca organizzate per diffondere la storia di questo eroe: iniziative letterarie, video esplicativi ed il progetto, creato con la Regione Veneto, sulla città di Budapest e i luoghi di Giorgio Perlasca: accanto ai vari punti del percorso è stata posizionata una cartina e riportati i passi del suo diario che descrivono i luoghi teatro della sua vicenda.
Si è poi sottolineato come tra i ragazzi delle scuole, dove la fondazione ricorda l'esperienza vissuta da Perlasca, il personaggio sia molto amato per il semplice motivo che rappresenta l'esempio che chiunque di noi, se vuole, può fare qualcosa per gli altri, e di come rappresenti la figura del giusto, patrimonio dell'umanità, che è sempre esistito, non identificandosi necessariamente nella Shoah.
I giusti sono figure esemplari che si oppongono a tutte le ingiustizie del mondo e per questo vanno rispettate.
La speranza è che nessuno debba essere messo alla prova in situazioni estremamente complicate come quelle narrate ed oggi è importante, per essere buoni cittadini, comportarsi in maniera corretta e coerente, privilegiando i doveri prima ancora dei diritti.
Ricordare ai giovani quanto successo è speranza che essi sappiano opporsi alle violenze che si presenteranno in futuro, perché conoscendo la storia riusciranno ad arginare l'odio, la violenza, l'intolleranza e l'indifferenza.
L'appuntamento è per il prossimo giorno della memoria con nuove iniziative a ricordo delle lotte contro la violenza e i crimini verso l'umanità.
Gloria Crivelli
















